la scuola ti prende

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Ci sono colleghi che in casa hanno una studio intero dedicato alla scuola con scaffali stipati di libri di testo adottati negli anni, volumi acquistati a integrazione dell’attività ordinaria, omaggi delle case editrici presi in visione e mai più restituiti e altre pubblicazioni accumulate durante il servizio e raccolte da fonti diverse. Il fatto è che a un certo punto la scuola si impossessa della tua vita privata e degli spazi intimi che le persone normali condividono solo con la propria famiglia attraverso una presenza che non ha eguali per nessun altro settore professionale. Mi riferisco a tavoli da pranzo ricoperti da verifiche da correggere o materiale per attività pratiche che fa capolino in altre parti promiscue della casa. Questo accade perché, per tutti gli altri lavori, esistono sedi aziendali in cui occuparsi delle proprie mansioni. Le persone hanno uffici con scrivanie, cassetti, armadi e scaffalature, per non parlare dei computer per il lavoro, della cancelleria e della strumentazione specifica a seconda dell’occupazione. Anche per noi insegnanti esiste un luogo dedicato a quello che facciamo, che è la classe in cui ci aspettano i nostri ragazzi. Ora lasciate per un attimo perdere la didattica a distanza e parliamo di come vanno le cose in una situazione normale senza pandemia. Immagino sappiate che per i docenti non è prevista una postazione a scuola in cui sbrigare il resto delle faccende che ci competono. I più fortunati, così, si portano il lavoro a casa dove hanno allestito uno spazio dedicato, come i freelance indipendenti ma senza il giro di affari dei freelance indipendenti. Per non parlare del fatto che, molto spesso, a scuola non si butta via mai niente, ci sono veri e propri sottoscala che traboccano di cose inutili e che, quindi, se serve identificare una collocazione temporanea per qualcosa, è facile che questa trovi spazio nel box privato di qualche insegnante generoso. Ed è per questo che la scuola ti prende. Ti prende così tanto la vita con il risultato che ovunque ti volti e a qualsiasi ora del giorno c’è qualcosa che te la ricorda.

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