una normale famiglia di supereroi

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Michele sosteneva di essere il nipote di Enrico Montesano. Non nego che la somiglianza fosse sorprendente. Il fatto è che in un contesto in cui nessuno ti conosce ci vuole poco a guadagnarsi un po’ notorietà sfruttando quella acquisita da altri. Michele è stato un mio commilitone ai tempi della leva obbligatoria, uno tra le svariate centinaia di persone che ti capitano casualmente in una fase così particolare della vita, talmente particolare e con l’aggravante della divisa che a un certo punto – finalmente – qualcuno ne ha sancito l’inutilità. Ho ripensato a Michele poco fa e solo perché ho visto su Facebook una foto di Gianni Morandi con suo nipote e mi sono chiesto come debba essere acquisire, a un certo punto della vita, la consapevolezza di appartenere a una famiglia di cui fa parte un membro importante. Una donna o un uomo famoso. Una celebrità in qualche ramo della nostra civiltà. Sei a scuola e arriva il momento in cui qualcuno ti chiede se tuo padre è davvero Ozzy Osbourne o tuo zio Marco Travaglio. Chissà come si diventa grandi, in questa condizione. Quali stati d’animo si manifestano, in un mix tra il desiderio di emancipazione per essere valutati per chi siamo davvero e il ricorrere invece ai privilegi che ciò comporta, in casi di necessità. Negare o ostentare? E, soprattutto, Michele era davvero il nipote di Montesano?

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