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In un futuro prossimo, in un bel mix bilanciato tra distopia e ucronia, la gente ne ha due coglioni così del calcio come lo conosciamo noi spettatori degli Europei 2020 e la FIFA, per dare un po’ di brio al gioco e non perdere sponsor a causa della disaffezione dei tifosi, cambia alcune regole. Si riuniscono i più importanti dirigenti, gli allenatori più blasonati, i calciatori più forti e i vertici delle tifoserie e stabiliscono che, da quel momento in poi, l’autogol cambia la prospettiva delle partite e la rete realizzata viene conteggiata a favore della squadra che l’ha subita. In poche parole, i giocatori possono segnare sia nella porta della compagine avversaria che nella propria. Succede così che l’obiettivo dei calciatori è, allo stesso tempo, fare gol come hanno sempre fatto, cercare di realizzare nella propria porta (in questo caso il portiere si fa da parte per lasciare passare la palla), e impedire che la squadra avversaria realizzi un autogol perché, nel caso, aumenterebbe il proprio punteggio. Le azioni possono quindi svilupparsi in un senso o in un altro e i portieri devono prestare attenzione a chi tira: se è un compagno di squadra meglio stare immobili, se è un avversario respingere il pallone in modo da favorire i propri difensori affinché segnino nella propria porta. Lo slancio difensivo per un contropiede altrui può trasformarsi, dopo aver intercettato la palla, in un’azione di autogol. Una seconda regola riguarda invece l’arbitro che è tenuto a usare lo spray per delimitare l’esatta posizione di un calcio piazzato a seguito di un fallo in modo creativo. Sarà compito del VAR valutare la bellezza dell’opera dipinta in bianco sul prato intorno al punto da cui dovrà essere battuto il calcio di punizione e a conferire quanti gol meriti il direttore di gara. L’arbitro assurgerà al ruolo di terza squadra vera e propria e, in caso di punteggio superiore alle due sfidanti, potrà aggiudicarsi l’incontro.

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