generazioni connesse

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Da quando è ripresa la didattica in presenza i prof di mia figlia permettono alla classe di usare il pc per prendere appunti durante le lezioni. Non so dirvi da cosa derivi questa scelta anche se non credo si tratti di una scelta, piuttosto di un comportamento in origine ammesso che poi è diventato prassi. Al rientro dalla DAD i docenti si sono dimostrati più permissivi. Non tutti, anzi qualcuno è più stronzo di prima. Comunque la novità derivava dal fatto che alcune attività svolte a distanza i ragazzi le avevano su Teams o salvate sul pc. Quindi, all’inizio, c’era la necessità di avere in classe quanto svolto a casa. Mia figlia e alcuni dei suoi compagni hanno però provato l’ebbrezza di scrivere su Word e, comunque, digitalizzare direttamente i contenuti delle lezioni. Gli insegnanti hanno acconsentito alla nuova pratica e ora i ragazzi portano con sé i dispositivi quotidianamente. Qualche prof addirittura assegna prove e verifiche computer based da svolgere in presenza, il che mi sembra un bel salto in avanti soprattutto per un liceo classico. Il problema è che le prove da svolgere in digitale devono essere pensate per essere svolte in digitale, e capirete perfettamente il motivo. La prof di italiano e latino, che avrà la metà dei miei anni, non sa che gli alunni possono usare l’hotspot sullo smartphone e, di conseguenza, usare Internet durante i temi (che poi che senso ha non dare ai ragazzi la connettività wireless a scuola, ma questo è un altro discorso).

Quella di fisica pure e ha assegnato un test su Google Moduli le cui risposte sono passate velocissimamente dalla postazione della più brava nella materia ai compagni. Poi, quando parli con i prof, ti dicono che se i ragazzi copiano sono problemi loro perché non imparano, ma in un contesto didattico basato sulla valutazione risulta evidente che l’obiettivo non sono certo le competenze ma il voto. Quello che lascia perplesso, però, è ancora la scarsa dimestichezza degli insegnanti – anche quelli più giovani – con la tecnologia. Il bello di tutto questo però è che mia figlia tiene acceso Whatsapp web sul suo pc e, nei tempi morti, mentre è in classe ci scambiamo qualche messaggio. Non so se sia sbagliato, anzi credo di sì, ma dopo i mesi passati in casa per la pandemia le cose sono cambiate per tutti e tutti dobbiamo adattarci alla nuova normalità.

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