siamo a cavallo

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L’insegnante che tiene il corso madrelingua di inglese è completamente strabica, caratteristica che unita alla lingua che usa per rivolgersi ai bambini rende impossibile ogni comunicazione a scapito della didattica. I miei alunni non solo non capiscono cosa chieda ma nemmeno a chi si stia rivolgendo perché, in più, non si ricorda i loro nomi e spesso li confonde. Anch’io non ho proprio uno sguardo calibratissimo ma oramai con me hanno fatto l’abitudine. L’esperto che fa il corso di musica invece è un portento perché viene dal teatro e in più fa l’allevatore di cavalli. Ho googlato il suo nome e ho scoperto che usa un metodo che ha dell’incredibile. Li convince a coricarsi su un fianco e poi si sdraia sopra di loro, una tecnica molto fisica. Nel suo profilo ci sono persino diverse foto in cui assiste sua figlia mentre impara ad andare a cavallo. Ho pensato che dev’essere bello avere qualcosa da insegnare ai propri figli, una passione da tramandare. Persino quel cretino di mio cognato, che grazie alle tasse evase si è potuto permettere una moto da gran turismo che nascondeva nel fienile della nostra casa di campagna per non avere problemi con la guardia di finanza – naturalmente mi riferisco alla stessa casa di campagna che poi ha sottratto alla mia famiglia con una truffa, unendo quindi al danno la beffa – dicevo che persino quel cretino di mio cognato ha trasmesso a sua figlia la sua passione per la moto, peraltro comprando anche a lei una moto gigantesca, penso con gli stessi soldi ottenuti grazie all’evasione fiscale o comunque alla rendita della cascina di famiglia che ci ha sottratto con la truffa. Mia figlia, per dire, non suona e non corre, ma quando parla aspirando l’aria riproducendo quell’effetto da voce horror con cui solo io so stupire i miei interlocutori, un po’ mi commuovo.

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