blu completo

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Credo di aver sgamato una tecnica di marketing non del tutto trasparente adottata dalla filiale locale di un’agenzia immobiliare tra le più conosciute sul mercato. Hanno fissato con i laccetti di plastica alla ringhiera che delimita l’esterno del condominio in cui abito uno dei loro cartelli plastificati in cui pubblicizzano la presenza di un appartamento in vendita, nella versione in cui comunicano che l’immobile non è più disponibile. Una vistosa scritta trasversale “venduto” copre infatti i dettagli dell’annuncio. Il fatto è che non c’è nessuna casa in vendita e so per certo che non c’è stata alcuna transazione, di recente. Questo significa che sotto l’annuncio “venduto” non c’è scritto nulla – tanto comunque non si vede – e il cartello è stato messo lì solo per essere notato dai passanti che, in un momento in cui il mercato del mattone a Milano è letteralmente impazzito, si continua a costruire edifici nuovi con i boschi verticali e piazzare una modesta unità abitativa di periferia non nuova senza rimetterci è pressoché impossibile, dicevo che i passanti possono leggerlo e pensare “và che bravi, questi di XXXcasa, che riescono a vendere a qualcuno un appartamento di un posto come questo in cui non ci verrebbe a vivere nessuno. Che ne dici cara se contattiamo loro per mettere in vendita anche il nostro?”. Almeno, io l’ho interpretato così, un vero e proprio colpo basso dei misteriosi “men in blue”. Avrete credo fatto caso al fatto che, malgrado i colori aziendali delle più blasonate agenzie tendano al verde, l’outfit da battaglia tra gli operatori del settore, specie quelli che lavorano sul campo, impone un all blue. I men in blue hanno a malapena vent’anni ma si atteggiano ad adulti vissuti e girano rigorosamente con il tablet in mano. Mi sono chiesto come facciano quando piove e se non sia più conveniente ricorrere a uno zaino o una ventiquattr’ore anche se sono consapevole che, così, il tablet non si vedrebbe e la gente non coglierebbe la modernità del loro modello di business. In una borsa potrebbe esserci un’agenda cartacea o, peggio, il Tutto Città.

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