Una delle poche novità divertenti di quest’estate torrida è la pagina Facebook che mette alla berlina l’intelligenza artificiale dando in pasto ai vari LLM i rebus della Settimana Enigmistica. Se vi è caduto l’occhio su qualche reel dedicato alle avvincenti (in senso ironico) olimpiadi degli umanoidi che si sono tenute in Cina qualche settimana fa, osservare quanto l’AI sia ancora goffa e anni luce dal riuscire a competere con il sottile ingegno di certi esseri umani può rimettervi in armonia con il mondo. Anche se converrete con me che viviamo un momento in cui c’è ben poco da rimanere sereni. Certe catastrofi climatiche e sociali che si sono abbattute anche qui da noi negli ultimi mesi non lasciano scampo.
Nel mio settore, quello della scuola e dell’istruzione, l’offerta di soluzioni basate sull’AI da parte degli algoritmi ha superato i livelli della sopportazione ma tacciando le assillanti incursioni commerciali – a partire dalle proposte di corsi di formazione – di manifesta inutilità attraverso indomite segnalazioni al sistema con l’apposita funzionalità a disposizione qualcosina è migliorato.
La sovraesposizione al trend tecnologico del momento potrebbe però generare l’ennesimo corto circuito e far esplodere la bolla dell’AI proprio come i robot che, al termine della prestazione sui 100 metri, si schiantano contro il materasso contenitivo posto al termine del tracciato e prendono fuoco, una scena che, paradossalmente, mi ha mosso la stessa tenerezza che ho provato verso Pris /Daryl Hannah quando, in Blade Runner, ci lascia le penne. Per Rutger Hauer no, nessuna pietà, nonostante le cose che ha visto che non possiamo nemmeno immaginare resta comunque un corpicione da uomo ripieno di testosterone con la diffusa predisposizione al mansplaining (qui con tendenza allo humansplaining).
Se però, come me, vi siete sottoposti agli obbligatori corsi di formazione sull’AI dedicati al personale scolastico, avrete sempre più la convinzione che, comunque, fatta eccezione per qualche verbale o qualche altra rottura di maroni, in classe non ci potrà ancora essere un replicante. A me poi la maggior parte delle cose che potrei relegare a Gemini piace farla da me: preparare verifiche, costruire mappe concettuali, allestire l’impaginazione grafica per le presentazioni a corredo delle lezioni e molto altro. Del resto, a partire da animare e far parlare una versione inventata di Giulio Cesare, non me ne può importare di meno. Davvero pensate che i ragazzini si lascino impressionare da questi cringe tentativi di engagement che trasudano boomerismo in ogni bit? Il revamping dell’Odissea di Nolan è la sintesi più appropriata di questa ammorbante operazione pensata per prendere per logoramento gli insegnanti e chiunque abbia a che fare con la cultura e con la sua trasmissibilità. Ci basta e ci avanza il cervello di cui siamo provvisti, grazie.