quattro stagioni (rossa)scripta manent

la metà fisica

Poi arrivi a un’età in cui sei perfettamente equidistante da due poli. Da un lato hai i genitori e la schiera di zii paterni e materni e i suoceri piuttosto anziani, o molto anziani, e dall’altra ci sono i figli piccoli. Ogni estremo con le sue peculiarità e sue esigenze, le sue domande, i comportamenti da assecondare e quelli da favorire, e tu sei lì in mezzo, in equilibrio su una fune. Perché nel frattempo ci sei anche tu, non dimentichiamolo, che devi vivere, sei nel punto più elevato della curva della tua esistenza. Puoi guardare tutto dall’alto dei tuoi valori massimi, hai il completo dominio del piano cartesiano sottostante. Ma c’è chi ti tira da una parte perché vuole attenzione. Chi ti tira dall’altra perché ha bisogno di essere compreso. E ciascuno esige il comportamento più appropriato. Alla fine il rischio è cedere al bipolarismo emotivo, ti spacchi in due metà perfettamente congruenti sul filo del presente, e non rimane che una linea su cui orientarsi per un mero avanzare lungo il proprio percorso. In teoria tutti i tuoi sforzi dovrebbero essere rivolti a chi risulta più vulnerabile, ai più indifesi. E non sempre sono quelli con meno anni. Ma non ci sono vie di fuga, la responsabilità a cui siamo chiamati non lascia scampo. E chissà, forse senza il riferimento di questi pesi bilanciati rischieremmo di schiantarci sull’asse delle ascisse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *