quanto ti senti una cosa dentro è perché l’hai fatta tua

Pubblicato il Pubblicato in alti e bassi di fedeltà sonora

Se avete figli che praticano qualche sport e su Facebook avete vostro malgrado stretto amicizia con i genitori dei compagni di squadra vi sarà capitato sottomano la foto del rugbista Martin Castrogiovanni che torna in campo con la faccia insanguinata per lottare strenuamente sino alla fine e condurre i compagni verso la sofferta vittoria e tutti che gli mettono i like perché secondo loro la vita è questa. Non mollare mai, nemmeno contro vento. Io ho visto una ragazza di quattordici anni messa sotto pressione dal suo allenatore altamente competitivo fuggire piangendo verso gli spogliatoi in piena gara di pallavolo, mettendo a rischio di sconfitta a tavolino la sua squadra. Alto tradimento? Poi basta un refresh della pagina del browser ed ecco Kevin Spacey tirato in ballo per il thread del momento e tutta la pletora di personaggi dello spettacolo vittime e carnefici di un gioco delle parti tra molestie e favori interessati concessi per far carriera. Per questo bisogna darci dentro con il post punk. Non si rischia nulla, non si vince niente, si soffre e basta per i turbamenti dell’esistenza stessa e, soprattutto, non ti caga nessuno. Basta stare fermi. Basta vivere. Ecco perché vorrei suonare nei Protomartyr, che secondo me sono il gruppo del momento, perdenti quanto basta. Provate a cercare una foto della band e capirete il perché.

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