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non ci sono più le reti sprotette di una volta

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Per i matusa dell’Internet come me è difficile arrendersi all’evidenza della molteplicità delle cose digitali. La rete è un processo a cui, grazie anche al nostro modesto contributo, abbiamo fornito sufficienti mezzi per evolversi in autonomia e, come si fa con i figli, arriva il momento in cui li perdiamo di vista. Un po’ perché sono loro a esercitare al meglio il loro diritto alla libertà, e un po’ perché noi, in quanto matusa, siamo diventati vecchi e perdiamo quella fregola che ci fa stare dietro ai tempi. Riflettevo con mia moglie di quando la connessione era a consumo e quindi attaccarsi a quella del vicino risultava una pratica truffaldina e, come tutte le pratiche truffaldine, tentacolare. Approfittavamo della sprovvedutezza altrui, scaricavamo tonnellate di roba e per darci qualche aria da Robin Hood ci mettevamo a posto la coscienza dicendoci che rubare dati al contratto dello studio notarile del palazzo di fronte era come prendere ai ricchi (i notai) per dare ai poveri (io e voi). Ci si poteva anche appostare in macchina con i laptop sotto gli uffici delle aziende pionieristiche ma poco avvezze all’IT Security oppure consultare una di quelle mappe pubblicate dalle prime ingenue comunità di illusi artefici del villaggio globale ispirato al socialismo digitale, in cui ognuno metteva il proprio modem a disposizione del bene di tutti ma si sa, eravamo tutti permeati da uno spirito diverso e sembrava esserci ancora qualche speranza. L’ultimo barlume di ragione prima che si addormentasse per generare i mostri del fasciogrillismo. Quindi capita che stacchi la corrente e conseguentemente la connessione da casa per un motivo qualsiasi, poi accendi il pc ma intorno alla tua fibra offline c’è solo il deserto o, meglio, c’è una densità di fortificazioni digitali protette e nessun rifugio gratuito come quelli di una volta. Oggi i contratti stipulati con i carrier ti mettono a disposizione sistemi di protezione di profilo elevatissimo e trovare una rete domestica accessibile a sbafo ormai è impossibile. Al massimo, se abitate in centro e avete qualche locale pubblico sotto casa, può capitare qualche esercente di buon cuore che spalanca le sue porte agli utenti guest senza registrazione alcuna. Qui in periferia, invece, solo castelli presidiati e inaccessibili. Ora, per dire, potrei sfruttare il mio smartphone come hotspot per connettermi a Internet e pubblicare questo post. Il problema è che non so come si faccia. Ci proviamo insieme?

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