alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 04.06.13

La Linea D’Hombre, “Ditelo coi papaveri”: La simmetria la ritrovi nelle macchie di Rorschach ma solo perché derivano dalla piegatura del foglio, come si faceva da ragazzi quando si sperimentava con le tempere e non avevamo una psicopatologia da diagnosticare. L’arte è asimmetrica e la Natura lo sa… e come ce lo dice? Coi papaveri ce lo dice.

Masticone, “Thank You”: In mezzo a un’energia potente che mi avvolgeva mi sono vergognato di aver avuto dei dubbi nel venire fin lassù a Milano per rivederti ancora una volta con tutti i problemi che mi attanagliano e mi impediscono, a volte, persino di respirare, per le paure e il terrore che vivo in questa fase della mia vita.

Ondarock, “DAFT PUNK: Random Access Memories”: L’ hype/isterismo di massa che ha accompagnato “Ram” coglie bene un nodo centrale di tutta la faccenda. E cioè quanto i Daft abbiano rappresentato per una generazione cresciuta a pane, blog, soulseek, cassettine di RadioDeejay e bitrate di bassa qualità. Generazione che ha fatto di tutto questo la sua colonna vertebrale e la sua ragion d’essere. Ecco i Daft Punk, questa moltitudine di ascoltatori voraci, prima isolati tra loro, l’hanno resa e fatta massa. Hanno unificato tutti, globalizzato l’elettronica del qui e ora.

2 pensieri su “alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 04.06.13

  1. ” Ecco i Daft Punk, questa moltitudine di ascoltatori voraci, prima isolati tra loro, l’hanno resa e fatta massa. Hanno unificato tutti, globalizzato l’elettronica del qui e ora. ” l’essere globalizzati è un bene? è un male? mi sentirei il prurito addosso con tutta questa massa condividente che mi preme da tutte le parti! 😛

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