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Secondo i dati su cui verte la questione di Cambridge Analytica e Facebook risulta che Fabrizio ha bestemmiato la prima volta nella sua vita venerdì 30 marzo 2018 alle ore 3.45 pm. Una corrente di pensiero legge in questa serie di informazioni sensibili l’aggravante che si trattasse di venerdì santo, una giornata in cui ogni atto al di fuori delle linee guida della cristianità internazionale viene amplificato per la solennità delle feste, come le tariffe telefoniche che di sabato e domenica subiscono un abbassamento da contratto ma, in questo caso, al contrario, insomma ci siamo capiti.

Probabilmente la eco di cotanta blasfemia si è propagata nell’etere come un colorante si distribuisce nell’acqua limpida e la frittata a quel punto era fatta. Fabrizio aveva già un’ammonizione nel gioco della vita. Ci aveva dato dentro con il Gewürztraminer una volta nel girone di andata – la metafora sportiva qui già non calza più, pardon – e per scherzo aveva fatto fare un tiro di sigaretta alla figlia quattordicenne sul balcone che, peraltro, non l’aveva nemmeno respirato, ma l’attenzione in quell’istante era tutta rivolta al racconto di Wally che stupiva gli amici riuscendo a farti svenire con il solo gesto di occluderti con le dita non so che condotti alla base della gola. Pochi secondi, nessun effetto speciale, comunque roba da lasciarti stecchito e infatti Fabrizio ben se ne era guardato da fare da cavia.

Comunque per evitare l’espulsione dalla rappresentativa regionale delle persone di buon senso aveva provato con la redenzione confessando a sua madre di aver provato la marijuana, da giovane, approfittando di una discussione sul fatto che fosse giusto o meno che Lorena e Arturo, suoi cugini ultrasessantenni di primo grado, provassero l’ebbrezza del coffee shop in occasione dell’imminente gita ad Amsterdam. Ma la bestemmia alla fine si è scoperto che, pur inconfondibile nell’atto di accusa alla madre della divinità suprema, in realtà non valeva perché esclamata a causa delle evidenti lacune in geometria euclidea della figlia, la stessa di prima dell’episodio della sigaretta. Tutto è bene quel che finisce bene.

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