azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro

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Le conosco bene le giornate come queste, quelle in cui tiri le tende e non vedi una sola nuvola in cielo e ti ricordi della scommessa che voleva fare con te quel sempliciotto dell’Appennino: scommettiamo che non vedrai una nuvola in cielo per tutto il giorno? Se vivi in città niente, post finito, non c’è storia perché sei al lavoro e dell’aria frizzante perché il giorno è nato proprio dopo un temporale estivo ne respirerai ben poca, quindi ciao. Se sei al mare occhio a confondere l’aria con l’acqua e a tuffarti dalla parte giusta, corri il rischio di arrivare chissà dove spingendoti a fondo verso l’alto. Se sei in campagna ti invidio di più perché il contrasto tra il verde e l’azzurro toglie il respiro, ti bagni la faccia e il vento rincara la dose di freschezza, se devi stare al sole indossa un cappello di paglia e mettiti in bocca un filo d’erba come facevano i ragazzini nei libri illustrati di una volta. La scommessa comunque l’ho già persa, sono uscito in pausa pranzo e al fondo della via, su in alto, c’era una spruzzata bianca di cirri che ha rovinato tutta la poesia.

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