Una mattina, poi, stavo ancora dormendo, saranno state le cinque, suonarono e bussarono alla porta in modo concitato. Debole di nervi come sono rischiai l’infarto ma riuscii a infilarmi i pantaloni e portarmi all’ingresso. “Carabinieri. Aprite o sfondiamo la porta”. Giuro. Non me lo feci ripetere due volte. C’erano un paio di agenti in divisa, un vigile del fuoco e una donna in borghese. Mi colpƬ il modo in cui rimasero sorpresi sbirciando alle mie spalle, mi ero sistemato piuttosto bene con mobili comprati per due lire ai mercatini dell’usato o trovati nella spazzatura ma tutta roba di design e vintage, più qualche immancabile pezzo Ikea. Mi dissero che avevano l’ordine di sgombrare l’intero stabile che a loro risultava essere occupato abusivamente. Ma, mentre mi osservavano cercare nel faldone dei documenti il regolare contratto, si rendevano conto che qualcosa non quadrava, anche se sembravo un giovane scapigliato avevo comunque la parvenza di una persona per bene. Io mi stavo preoccupando per il mio vicino di sotto, chissĆ se gli perquisiscono la casa e gli trovano qualcosa. Poi la donna in borghese, che doveva essere la più alta in grado, lesse l’indirizzo indicato sul contratto. Salita San Bernardino. Il loro mandato era per Mura di San Bernardino. Ci scusi tanto. Tutto da rifare.
Ma non fu nemmeno quel qui pro quo a farmi desistere, dopo due anni, dal rimanere lƬ. Decisi di trasferirmi altrove dopo un episodio apparentemente privo di significato ma che mi portò a una riflessione esistenziale. Lasciavo spesso la finestra sulla doccia aperta, durante il giorno, quando uscivo per recarmi al lavoro. Un giorno iniziai a sentire un odore piuttosto sgradevole nella rampa di ingresso, in un punto preciso tra due scalini ma non riuscivo a capire cosa fosse, la penombra non permetteva indagini più accurate. Temevo il peggio, vista la diffusione di roditori indesiderati nella zona. Ma, presa di petto la situazione e munitomi di una torcia, rinvenni un piccione appena nato, morto da tempo a giudicare dalla puzza e dalle sue condizioni, nascosto sotto una piega della moquette. Pensai al disagio della fauna nel contrasto tra urbanizzazione e edilizia storica, la mia casa come un cimitero di piccioni che scelgono di venire qui a morire. Ecco, ne avevo abbastanza. Trovai un appartamento allo stesso prezzo in un palazzo di fine 800 e lentamente cominciai il trasloco, per lo più utilizzando l’autobus.