alti e bassi di fedeltà sonora

da una sorpresa su cinque a una canzone su tre

Chi vuole imporre più musica italiana nelle radio probabilmente non ascolta la radio. Alla radio suonano molta musica di merda e la maggior parte di questo schifo è tutto italiano. E la cosa assurda è che non è che alla radio si senta l’indie o la trap, che per lo meno hanno una loro dignità. Alla radio potrei scommettere che due canzoni su tre sono di quel pop italiano da quattro soldi con i rapper che sciorinano strofe che si alternano alle cantanti che fanno i ritornelli, roba che in confronto a Sanremo ci vanno i King Crimson come concorrenti. Non ricordo un periodo più a sfavore della musica americana o inglese nella hit parade e, di conseguenza, nelle scalette delle emittenti commerciali. Per non parlare del rock: chi lo porta più tra i canali della cultura nazionalpopolare, e non valgono gli over 40? Per cui non ho nessun dubbio che se passasse una legge di questo tipo tornerebbe a vantaggio degli stranieri. Senza contare che, prima o poi, tutto il sommerso indie e trap sarà mainstream e così cantanti o progetti come i Coma Cose ce li ritroveremo da Fazio (o da chi prenderà il suo posto dopo il reset della RAI fasciogrillista) come se fosse una cosa normale e, finalmente, tre pezzi su tre saranno cantati in quella lingua che parlano i giovani e che non si capisce bene cosa sia.

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