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non sono un robot

In un 2019 distopico tendente all’ucronico Camera e Senato sono composte da rappresentanti di due forze politiche che si alternano al governo del Paese elezione dopo elezione, sostituendosi l’una all’altra con uno scarto minimo. L’Italia è letteralmente spaccata in due. Alle ultime consultazioni il Movimento delle Password è subentrato al Partito dei Giga dopo che, a causa di un piano tariffario telefonico non compreso appieno dai cittadini, i Giga erano finiti. Le Password ora tengono in scacco la minoranza facendo leva sul fatto che, essendo personali, non le conosce nessuno. Il loro braccio armato, le efferate squadracce dei Captcha, mette a ferro e fuoco ogni tentativo di accesso fornendo agglomerati di caratteri alfanumerici incomprensibili ai sostenitori della parte avversa. Ogni richiesta di recupero si perde nello spam, l’help-desk ha costi elevatissimi e la situazione sembra essersi arenata in un stallo senza ritorno. Il leader carismatico dei Giga, Roy Fassino, nipote del leader altrettanto carismatico degli hacker del PD nel periodo dei fasti democratici della Seconda Repubblica, finanzia con fondi personali l’intervento di un gruppo di terroristi del web di nazionalità russa che, sfruttando un bug della Piattaforma Kant – il sistema operativo alla base di ogni transazione amministrativa – recapita alla segreteria del partito più di cinquecento tera di dati sensibili craccati dagli archivi di regime fino a quando un sovraccarico di corrente fa saltare l’intero sistema cloud del Paese, cancellando tutto. L’unico dispositivo rimasto illeso è un Olivetti M24 di proprietà di un blogger di minchiate come quelle che scrivo io, un ferrovecchio conservato in soffitta sul quale il protagonista della serie aveva scritto la sua tesi di laurea sulle “Metamorfosi” di Ovidio.

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