una lettera da non prendere alla lettera

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Non ho bisogno di nulla, quindi mettete da parte i vostri soldi per qualche causa più nobile che fare un regalo di Natale a me. Se poi ci mettete il fatto che qualunque cosa di un certo tipo oggi costa almeno 299 euro, cioè quasi seicentomila lire e non metto questo cambio perché sono uno di quelli che raccoglie le firme per il referendum no euro!!11!1!!11!!, ecco trovo qualunque tipo di regalo davvero fuori luogo. Sciarpe e guanti sono a posto, cappelli non ne porto se non per correre quando la temperatura è vicina allo zero, portafogli lo ho appena cambiato ché quello vecchio aveva tutti i porta-carte di credito sfondati, cravatte non è proprio il caso, dischi quelli sì (e qui trovate un elenco) ma non lo posso scrivere perché entrerei in contraddizione, libri no che mi piace prenderli in prestito al CSBNO – lunga vita al CSBNO, scarpe meglio evitare perché i miei piedi sono fuori da ogni standard, cianfrusaglie elettroniche e smart sono a posto per i prossimi dieci anni. Anche perché ora sono disabituato a tutto ciò, e quando vedo carte di credito fare le scintille al Trony per l’iCoso plus da mille euro da impacchettare in dono alla fidanzatina be’, un po’ di brividi mi vengono. Questa smania spendacciona però mi ha fatto venire voglia anche a me di ricevere qualcosa, così oggi rilancio e chiedo cose davvero rarissime: un silenziatore per l’osso della caviglia che quando cammino di notte fa stock stock e fa sobbalzare chi ha il sonno leggero, il video di quella volta in cui ho preso dieci di inglese in seconda liceo, un nuovo segnalibro del Centre Pompidou che ne ho già persi tre, due rossi e uno giallo, conoscervi di persona uno ad uno a voi che leggete le mie cose qui ma soprattutto la possibilità di fermarmi prima di dire una cosa molto cattiva, una sorta di jolly che so perfettamente quando utilizzare se un giorno qualcuno più competente di me chiederà come regalo di Natale un condono per tutti per poter manipolare situazioni del passato a proprio piacimento. Comunque anche uno dei dischi dell’elenco va bene, eh.

2 pensieri su “una lettera da non prendere alla lettera

  1. Ah i Potrtishead, bei tempi.
    Cmq nello spendaccionismo mi son preso una soundbar e ho tutta l’intenzione di far ripartire un vecchio piatto. Vinili arrivo!

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