la domenica del correre

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Dal momento che tutti, cani e porci e blogger e un mix di tutte queste categorie me compreso, diamo consigli sulla qualunque tanto si sa che siti di questo tipo non sono una testata giornalistica e bla bla bla, in questa piccola rubrica dei giorni festivi senza pretese che inauguriamo proprio oggi pensavo di condividere la mia opinione su un altro dei tanti argomenti sui quali sono pronto a dire la mia anche se non ho nessun tipo di competenza, tanto meno di autorità, e cioè la corsa.

Se siete tra le centinaia di migliaia di persone che si dedicano al running come me perché è l’unico sport che non necessita di iscrizione a una palestra, di tempi e spazi regolamentati, da praticare non in mezzo a marcantoni tatuati e carampane in mise inadeguate, con il sottofondo musicale che decidi tu, vediamo insieme alcuni aspetti del podismo meno che dilettantistico, quello fatto a cazzo di cui, sono certo, quando saremo vecchi pagheremo le conseguenze e conti salati con ortopedici e fisiatri ma, nel frattempo, ci consente di mantenere un regime alimentare tutto sommato privo di sacrifici.

1. Intanto spiegatemi come riuscite a conciliare la stabilità del vostro matrimonio con la costante presenza di roba da corsa stesa ad asciugare, a meno che non abbiate un locale dedicato in cui transitate solo per questo. Noi che occupiamo un appartamento da persone normali, di quelli che hanno lo stendibiancheria sospeso sulla vasca, la presenza di pantaloncini e magliette fluorescenti è all’ordine del giorno e influisce pesantemente sull’umore famigliare.

2. Checché se ne dica, sarà bella la campagna e il verde ma sono pronto a scommettere che è molto meglio correre in tangenziale nell’ora di punta piuttosto che al limitare dei campi concimati chimicamente di fresco. Un’esperienza che ti toglie il fiato. Provare per credere.

3. Leggevo sulla pagina Facebook di Malapuella e precisamente qui che riuscire a equilibrare le tre variabili della corsa – quanto veloce corri, per quanto tempo lo fai a sessione e quante volte riesci a farlo – è un problema comune. Chiaro che spararsi una maratona completa da record mondiale ogni giorno è una pratica da supereroi, bisogna però fare i conti con i propri limiti fisici e il tempo a disposizione. Il mio segreto? Ho trasformato le variabili in costanti per una media al ribasso che però mi soddisfa pienamente. Corro una distanza dai 10 ai 18 km (a seconda di come mi sento) impiegandoci da un’ora a un’ora e quaranta circa e lo faccio dalle due volte in inverno alle tre-quattro nella bella stagione fino a quasi tutti i giorni quando sono in ferie. Ma se non riesco a mantenere tutto ciò non è la fine del mondo.

4. Le costanti del punto 3 si basano principalmente su quella che io chiamo “dote tempo per running”: il bello della corsa è che la puoi praticare quando vuoi, ma famiglia, lavoro e esigenze varie non sempre lasciano il tempo necessario per lasciar sfogare il Forrest Gump che c’è in te. A me piace correre la mattina presto e a digiuno, quando provo a farlo di sera rendo sensibilmente di meno.

5. Quando rientro da una corsa, l’ascensore pronto al piano terra è una tentazione a cui non so resistere

6. C’è chi corre in compagnia, io preferisco farlo da solo – così tengo il passo che mi riesce – e con la musica in cuffia. Al terzo lettore mp3 squagliato dai litri di sudore che il mio corpo emette (vedi il punto 7) ho ripiegato sullo smartphone tutto incellofanato nella pellicola trasparente cadendo poi così nella schiavitù da app per la corsa (vedi il punto 8). Il problema è che uno dovrebbe avere sempre tutto lo scibile musicale umano e extraterrestre per poter soddisfare appieno l’annoso problema dell’accompagnamento giusto al momento giusto. Dicono che Spotify premium sia la soluzione. Al momento un buon compromesso sono le schede di memoria da 32 o 64 giga, lì un po’ di roba ci sta. Se riesco mi preparo la playlist la sera prima, ma non ripetersi nella selezione non è semplice. Ci sono le volte in cui si sente meno la fatica se si ascolta musica mai sentita prima, altre volte in cui invece solo con brani triti e ritriti è possibile astrarsi totalmente dal proprio corpo e coprire le distanze senza nemmeno accorgersene. La radio è a vostro rischio e pericolo: è bello quando qualcuno sceglie per te, ma trovare quel qualcuno con i tuoi gusti è un’impresa.

7. Correre al freddo e al gelo e tutto intabarrato è molto più proficuo che correre al caldo, soprattutto se come me sudate come dei maiali.

8. Scoprire grazie a Endomondo che un percorso di un tot di km calcolato con gmaps-pedometer non è di quel tot di km dopo anni in cui lo si usa come tracciato di allenamento è altamente demotivante. Alla fine ho ripiegato sulla compagnia dello smartcoso anche per l’uso delle app. Mi faccio i miei percorsi, posso cambiare tragitto come e quando voglio tanto ho sempre una guida sulla distanza compiuta, posso inoltrarmi in sentieri sconosciuti tanto con il navigatore poi ritrovo la strada maestra e tante altre cose belle tranne quella al punto 9.

9. Non sono un nerd che poi analizza le prestazioni di ogni singolo km , il punto in cui ho dato il massimo e quello più da lumaca il tutto rilevato grazie a Endomondo. In genere di questi dati me ne fotto, corro perché mi piace e mi permette di sfogare le 40 e passa ore settimanali di immobilità davanti a cosi come questo.

10. Le scarpe sono tutto, ce ne sono adatte a ogni tipo di piede e per tutte le tasche. Su questo tema è bene consultare pareri più esperti del mio, e anzi se avete qualche negoziante di fiducia fatemi sapere. Io le cambio più o meno una volta all’anno, cerco di variare le marche perché mi piace cambiare un po’. Ho iniziato cone le New Balance per passare alle Asics e ora sto provando le Brooks, tutti modelli di un paio di anni indietro perché si trovano nelle grandi catene di articoli sportivi come Longoni quasi a metà prezzo (il mio budget è di massimo 80/90 euro, per le mie prestazioni sportive vanno fin troppo bene).

Ecco, alla fine ho messo insieme 10 punti e mi viene voglia di chiamare questo post con un titolo tipo “i 10 suggerimenti più utili per chi corre a cazzo” ma preferisco lasciare questo, perché è domenica e anzi, ora vi saluto e vado a correre.

4 pensieri su “la domenica del correre

  1. Ciao Emiliano, ho sempre e solo usato Endomondo e non saprei dire cosa è meglio. Io l’ho scelto perché mi piaceva l’icona, pensa come sono messo. Fa quello che mi serve, non sfrutto tutta la componente social se non per condividere gli allenamenti su FB. Per il resto (mappe, percorsi, dati su prestazioni ecc…) mi sembra OK.

  2. Provato ieri sera. In effetti mi pare equivalente, ma con endomondo l’allenatore ti dà il tempo al km anche nella versione free. Con entrambi ho il problema che dopo una ventina di minuti mi si pianta il lettore mp3, ma sarà un problema di telefono.

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