alcuni aneddoti dal mio futuro

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festeggia anche tu il #bravoday

Non c’entrano gli scagnozzi di Don Rodrigo e non c’entra la Fiat. Oggi 21 marzo, oltre a essere una cosa da niente come il primo giorno di primavera e l’omonima canzone dei Dik Dik, o il primo giorno di primavera dopo il vero primo giorno di primavera che era ieri, come sostiene l’Internet del fact-checking e delle verità scientifiche, dicevo che oggi è anche il #bravoday, cioè il giorno in cui non costa nulla dire bravo a una persona che ha fatto un buon lavoro, oppure che ne ha fatti tanti ma nessuno glielo ha mai riconosciuto o il riconoscimento è stato manifestato a intermittenza perché lo si è sempre dato per scontato, oppure semplicemente gratificare uno che si sta impegnando e che magari non è ancora a regime con la qualità che gli viene chiesta ma che però, dicendogli bravo, sicuramente avrà un motivo in più per centrare l’obiettivo. Quindi voi duri di cuore o invidiosi o anafettivi o semplicemente distratti potete deporre le armi per ventiquattro ore, scardinare il blocco emotivo che vi impedisce di fare i complimenti a chi se lo merita o a chi dev’essere spronato, riconfigurare anche solo per un giorno il vostro apparato fonatorio che va in crash ogni volta che vi viene chiesto di dire una parola di conforto allo stesso modo in cui Arthur Fonzarelli non andava oltre la seconda consonante di “ho sbagliato” e sganciare le vostre bombe motivatrici pronte a esplodere un tripudio di apprezzamenti. Se io fossi a capo di un’azienda, per dire, ogni tanto farei qualche esperimento di gratitudine ai miei dipendenti, se se lo meritano, ovviamente. Convocando i miei dipendenti, magari quelli che sono in agenzia da quindici anni, per dirgli bravo. Sei bravo, sei una cannonata – come diceva mio papà – a fare il tuo lavoro. “Sei proprio bravo”, inteso in generale, oppure “sei stato bravo questa volta”, oppure “abbiamo un copy bravo che permette di distinguere i nostri prodotti”. Ovviamente non dev’essere un atto forzato, e se nessuno ti dice bravo è perché probabilmente non lo sei oppure non ti impegni, come dicevo prima, abbastanza per migliorarti. Io ogni tanto me lo dico da solo. Sono bravo. Ora vado a scrivermelo sulla mia pagina Facebook. Sono bravo, ma solo oggi giusto perché è il #bravoday.

2 commenti su “festeggia anche tu il #bravoday

  1. Mi piace sì, questa cosa. Io cerco di dirlo ogni tanto, a me e agli altri, ma non ho mai capito perché sembra (anche a me) più facile essere ipercritici, per dire “bravo” bisogna “deciderlo”, quasi che venisse meno naturale.

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