le cose importanti

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È da un pezzo che il sistema centrale non aggiorna la lista delle cose importanti, ci sono capitato per caso perché cercavo il modulo per richiedere il pin dispositivo all’INPS ma si vede che la pagina è ferma a una versione ormai obsoleta. Resta il fatto che chi ha chiamato un servizio in quel modo non viene dall’informatica. Se leggo pin e dispositivo nella stessa frase io penso al pin che serve per accedere o sbloccare un dispositivo, e non dispositivo nell’accezione “che consente di dare disposizioni”. A volte comunque a rileggere quell’elenco che ha solo il limite di essere colpevolmente oggettivo ci ritorna in mente quella vecchia lista delle cose per le quali valeva la pena vivere che pubblicava Cuore, che vedevano la top ten occupata nella quasi totalità di pratiche riconducibili al sesso o comunque all’amore. Io non saprei, a parte i pilastri che regolano la sopravvivenza del genere umano dalla notte dei tempi. Eppure quando vedi le trasmissioni di cucina in tv sembra che le cose importanti, quasi vitali, siano del tipo che una pietanza preparata da un concorrente sia buona da mangiare. “Pasticceri avete ancora 40 minuti”, ho sentito urlare un tizio in TV a proposito di una mousse di ricotta per un cannolo nemmeno se ci fosse un uomo in pericolo di vita. La scena mi ha colpito perché volevo prendere un po’ di frutta nel cortile del complesso in cui vive mia suocera dove ogni venerdì arriva il furgone del fruttivendolo ma non c’era posto per fermarsi, c’era un’ambulanza e qualcuno sdraiato su una barella.

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