alcuni aneddoti dal mio futuro

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i giorni in cui ti sembra che ti guardano tutti

I giorni in cui ti sembra che ti guardano tutti – e si scrive proprio così, con il verbo all’indicativo anziché al congiuntivo – sono giorni in cui effettivamente ti guardano tutti. Quel giorno tutti si sono accordati per guardarti e farti sentire che hai qualcosa per cui tutti ti guardano. Nessuno ha ancora scoperto come sia possibile. Alcuni sospettano che ci sia una specie di gruppo Whatsapp a cui sono iscritti tutti tranne colui a cui sembra che lo guardano tutti. Quando parte l’iniziativa, e cioè quando uno manda un messaggio del tipo “raga domani guardiamo tutti Tizio”, tutti rispondono ok, va bene, pollice all’insù e comincia il conto alla rovescia per questa specie di flash mob in cui otto miliardi di persone meno uno guardano proprio quel meno uno che è appunto Tizio. E ti guardano tutti negli occhi – perché tutti ti guardano negli occhi – non certo perché sei affascinante, o perché al contrario fai schifo, o perché ti scambiano per Morgan dei Bluvertigo solo perché hai quel tipico taglio degli occhi, il pizzetto o la mosca o i capelli come li porta lui. Ti guardano per farti sentire a disagio perché, sentendoti osservato, è facile ricondurre il motivo per cui ti guardano tutti al segreto che porti dentro in quel momento. Io stamattina ero un po’ intontito dalla bisboccia di ieri sera. Qualche birra e un paio di bicchierini di Armagnac per festeggiare il Natale con gli amici e sono strasicuro che stamattina mi guardavano tutti perché su quel mega-gruppo Whatsapp si erano detti che pativo i postumi della cena e che quindi, guardandomi, avrei pensato che la gente mi guardava perché sembravo ancora un po’ sbronzo. E ora quindi potete dirmelo: era per quello che mi guardavate tutti?

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