alcuni aneddoti dal mio futuro

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il calendario più pazzo del mondo

Quest’anno l’incertezza su quello che accadrà di qui a poco a causa di un eventuale recrudescenza del Covid-19 rende le cose ancora più impossibili. Di base, però, non è che in condizioni normali il sistema mostrasse tutta questa efficienza e, a osservare l’organizzazione scolastica con gli occhi di un non addetto ai lavori, non era difficile ammettere nemmeno prima che ci fosse qualcosa di radicalmente sbagliato. Si potrebbe scrivere delle cose che non funzionano nella scuola fino alla fine del tempo. Ho pensato però che se la questione del reclutamento fosse risolta in tempi utili, ci sarebbe un problema in meno da fronteggiare a settembre e ci si potrebbe dedicare a cosucce come quanti bambini per classe, quali sistemi di protezione, turni si/turni no, quali spazi non scolastici allestire, tempo pieno, mensa, didattica a distanza e molto altro anziché doversi scontrare con l’annosa criticità dell’organico a disposizione. Faccio un passo indietro: tra le svariate proposte che si alternano quotidianamente circa quello che sarà il prossimo anno scolastico, non ho ancora sentito nessuno ammettere che un sistema così macchinoso è completamente inadeguato e che la prima cosa da fare è proprio cambiarne i paradigmi. Vi faccio un esempio. Nella secondaria di primo grado del mio comprensivo su una rosa di 43 docenti solo 20 sono di ruolo e confermati per il prossimo anno. Questo significa che tra l’1 e il 14 settembre, sempre che si voglia partire con il piede giusto e sempre che si riuscirà a partire, dovrà essere nominata più della metà dei docenti necessari. Stesso discorso per trasferimenti, soluzione per i posti vacanti e tutto il resto. Ma la questione riguarda anche gli studenti e le famiglie. Da noi, alla primaria, le cedole per i libri di testo arrivano costantemente in ritardo e per almeno un paio di settimane occorre farne senza. Non è certo la fine del mondo, si inizia sempre con un ripasso di quanto svolto prima. Eppure, a studiare il calendario, il tempo c’è. Mi sfugge il motivo per cui le procedure e le operazioni di pianificazione del nuovo anno scolastico non possano essere svolte a giugno e a luglio come probabilmente accade in una qualsiasi struttura di un qualunque altro settore. Sarebbe utile entrare in possesso del meccanismo che regolamenta la scansione cronologica organizzativa della scuola e portarlo almeno due mesi indietro.

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