intransigente

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Ci sono cose che non si fanno e basta. Se scartabellate con attenzione nell’elenco di queste cose troverete, al paragrafo “Televisione”, partecipare a trasmissioni tv come il grande fratello, presentare trasmissioni tv come il grande fratello, guardare trasmissioni tv come il grande fratello, parlare di trasmissioni tv come il grande fratello. Scrivere di trasmissioni tv come il grande fratello invece è consentito ma esclusivamente quando, come in questo caso, lo si fa in modo ottuso e accecato da pregiudizi morali senza aver visto nemmeno un fotogramma della trasmissione e facendo finta di non sapere nemmeno su quale emittente va in onda (anche se basta mettere in campo l’intelligenza per capirlo). Se hai qualcosa a che fare con trasmissioni tv come il grande fratello in senso lato, cioè quel tipo di trasmissioni in cui partecipa gente tatuata, tamarra, vestita male, deprivata e poco acculturata – mi vengono in mente numerosi reality e talent show prodotti degli ultimi vent’anni e che hanno portato o riportato alla ribalta semplici-nessuno e vip-nessuno – è un marchio che ti resta addosso per tutta la vita e puoi provare a re-inventarti intellettuale come Daria Bignardi o braccio destro di statista come Rocco Casalino ma è inutile. Il grande fratello – vip o dei morti di fame che sia – ti resta appiccicato tutta la vita come una cicatrice che nessun intervento di chirurgia plastica ti potrà mai cancellare. Pensate, invece, a quelli che sono stati concorrenti a “Il pranzo è servito” o alla “Ruota della fortuna” o a “Rischiatutto”. Oppure a quei giovani che siedono al cospetto di studiosi del calibro di Barbero e alla corte di Paolo Mieli nelle trasmissioni della nicchia della nicchia che parlano di storia. Sono esperienze che puoi metterle anche nel curriculum. Almeno, fosse capitato a me non avrei esitato a scriverlo. Vi faccio un esempio. Nella scuola in cui insegno io è arrivato un docente precario che ha partecipato a uomini e donne, un programma talmente di basso profilo il cui nome non è degno nemmeno delle virgolette. In quella in cui lavora mia cognata c’è addirittura un docente di sostegno che arriva da temptation island. E io lo so che sono programmi che voi vedete perché fa figo seguirli sui social e giocare a prenderli sul serio perché è il modo più diffuso di fare sarcasmo e ironia. Invece i veri intransigenti non se ne curano e basta e schifano chi, in qualunque modo, ne sia stato a contatto. Rocco Casalino, portavoce di Conte, ha persino scritto un’autobiografia. Qualcuno l’ha letta e ne ha scritto qui. Il vero intransigente, invece, apre e chiude una parentesi giusto per condividere il suo punto di vista su queste cose, che sono – appunto – cose che non si fanno e basta, come partecipare a trasmissioni tv come il grande fratello, presentare trasmissioni tv come il grande fratello, guardare trasmissioni tv come il grande fratello, parlare di trasmissioni tv come il grande fratello.

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