sulla sabbia è nato un fiore

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Conoscete la differenza tra liscio romagnolo e liscio piemontese? Diciamo che il primo sta al secondo come il temperamento degli uni sta a quello degli altri. Si può intanto vedere la definizione che ne dà Wikipedia:

Il liscio romagnolo, danze folk romagnole, è caratterizzato da un’esecuzione brillante (data dalla forte presenza ritmica di basso e batteria) e veloce dei brani scritti principalmente per violino, clarinetto in Do, sassofono e successivamente per voce. È il liscio più conosciuto, soprattutto grazie al brano che ha dato il via al “fenomeno liscio”, Romagna mia (Secondo Casadei 1954), ed allegro, grazie al tipico sound dato dall’unione del sax e del clarinetto in do.

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Il liscio piemontese, liscio tradizionale piemontese, è più lento di quello romagnolo ed eseguito principalmente da fisarmonica, clarinetto in do, sassofono e voce. Alcune formazioni di liscio piemontese sostituiscono al basso elettrico il basso tuba e non utilizzano la chitarra; tale scelta è probabilmente diretto retaggio delle formazioni bandistiche precedenti.

ma se volete il parere di uno che ha suonato per anni entrambi gli stili, vi assicuro che il romagnolo ha una vena di spensieratezza mentre quell’altro mette sempre un po’ di malinconia. Se vogliamo banalizzare, pensate al dualismo tra piadina vs bagna cauda, e comunque sono ghiotto di entrambe.

Io con il liscio ci sono cresciuto perché in famiglia c’era un vero e proprio culto. Nonni paterni, nonni materni e, di conseguenza, genitori. Gente di campagna che se la cavava bene nei balli di coppia. Pur riconducibili – per provenienza – al ceppo piemontese, non sono mancati a casa mia i dischi dell’Orchestra Casadei. Raoul, scomparso proprio ieri per il Covid a 84 anni, negli anni 70 è stato protagonista di un’operazione di music for the masses, portando le sue composizioni ed esecuzioni persino nelle hit parade.

Nel 1977, mentre in UK i Clash esordivano con il loro primo album, dalle nostre parti l’Orchestra Casadei pubblicava un singolo che, malgrado il titolo, trasmetteva malinconia e – a suo modo – spleen. Un valzer cantato dal titolo “Allegria Ja Ja” ma che, malgrado il modo maggiore, lascia un retrogusto opposto. Il testo, poi, non sfigurerebbe nel repertorio dei più depressi cantautori indie del momento. Il brano racconta una storia d’amore con una ragazza tedesca lunga quanto una vacanza. Un’esperienza forte e intensa destinata a finire, proprio come la stagione estiva.

Sedici anni, era bella:
non capivo le parole
ma sentivo che il suo cuore impazziva d’allegria
allegria allegria!
Son felice, vi dispiace?
Si gettava in fondo al mare poi spuntava come un fiore
allegria allegria
allegria allegria!

Ja ja, mi diceva
si si eh eh rispondevo
raccoglievo le conchiglie, le facevo una collana
impazziva d’allegria allegria allegria!
Ja, ja, chi mi cerca? Non esisto
Non m’importa più niente, non m’importa della gente
vivo solo per amore
allegria allegria!
Ja ja, era bella, da morire!
Si gettava in fondo al mare poi spuntava come un fiore
allegria allegria!

Poi un giorno è andata via,
poi un giorno è andata via!!!
allegria allegria. Ja ja.

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