oggi torna a essere un volodì come tutti gli altri

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Noi del #teampetrarca abbiamo vissuto il Dantedì con uno stato d’animo contraddittorio. Da una parte siamo stati orgogliosi del fatto che in tutto il mondo la nostra epoca letteraria preferita sia stata celebrata con tutti i crismi, un po’ come succede quando, a proposito degli anni 80, si citano solo i Duran Duran tralasciando band del calibro dei The Sound ma, comunque, siamo soddisfatti che si riconosca il valore di un periodo storico di cui siamo stati co-protagonisti. Dall’altra abbiamo provato un pizzico di invidia per esserci andati vicino ma senza esser stati beneficiati da tutta l’attenzione che è stata invece riposta al nostro competitor principale, quel messer Durante di Alighiero degli Alighieri che, ad oggi, detiene ancora un buon 75% del marketshare della notorietà della letteratura italiana delle origini, mentre noi e quegli sfaccendati del #teamboccaccio ci dobbiamo accontentare delle briciole. Poi, per carità, buon per lui che, nell’epoca dei blog come questo e delle nugae nugellae da social network, sia tuttora considerato il padre della nostra lingua e della nostra letteratura. Continueremo tuttavia ad accontentarci del suono in rime sparse del nostro fragmentum di rerum vulgarium quotidiano, ogni anno sempre lo stesso, senza badare a quello che ci rimane dei canti della Commedia imparati a memoria alle superiori, pratica che comunque ha una utilità indiscussa. Agli altri fan come me della poesia moderna dico di portare pazienza, il 2074 non è poi così lontano.

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