non è un buco plofondo

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Il bullone, dico. Non è un buco plofondo plofondo, come sostiene una di quelle battute che si fanno alle elementari. Il bullone è un essere superiore, un demiurgo, una semi divinità depositaria, come la vite, di un segreto ancestrale quando la meccanica. Da che parte si allenta? E da quale si stringe? Al cospetto del bullone ci devo sempre pensare un po’. E come faccio con tutti i problemi più grandi di me, che poi sono quasi tutti i problemi, provo qualche tentativo correndo il rischio di stringerlo ancora di più nel caso inverta il senso di avvitamento con quello opposto.

Ci sono bulloni che, comunque, non si lasciano mai prendere per il verso giusto e restano lì immobili fino a quando non interviene il loro oracolo certificato, il maschio alfa, con una cerimonia ufficiale. L’oracolo dei bulloni ha gli strumenti giusti e i bulloni, al cospetto dell’autorità, cedono.

I bulloni che siedono nei più alti scranni dell’olimpo della meccanica sono quelli delle ruote dell’auto. La chiave che i produttori di veicoli ti mettono a disposizione con la ruota di scorta è un simulacro dell’attrezzo giusto utile per smollare i bulloni per sostituire il pneumatico con una vite conficcata dentro in una domenica pomeriggio di giugno con 34 gradi. In realtà la chiave è come un’icona sacra, una rappresentazione della divinità. Ti ricorda che solo l’oracolo del bullone maschio alfa custodisce il vero strumento che occorre per montare il ruotino al posto della gomma sgonfia, giusto per il tempo di guidare l’auto dal gommista e spendere altri 140 euro per sostituire entrambe le gomme che avevi appena cambiato per la revisione. Perché non si può circolare con un pneumatico diverso dall’altro, lo sapevate? Ma allora perché al mondo non si produce un solo tipo di texture, passatemi il termine, così da poter risparmiare sui costi e non sprecare la ruota sana della coppia?

L’oracolo maschio alfa officia il rito con quell’avvivatore-svitatore che custodisce in una teca nel box, quello da veri gommisti. Il tempo di premere quattro volte e i quattro bulloni vengono via. Poi estrae la ruota forata con le mani coperte da guanti monouso. Poi incastra il ruotino di scorta. Poi posiziona le quattro divinità bullonesche, preme altre quattro volte l’avvitatore-svitatore, e il miracolo si compie, senza nemmeno un filo di grasso sotto le unghie.

I blasfemi, quelli che si attirano l’ira degli dei, non indossano i guanti monouso e si sporcano le mani – perché non c’è niente di più zozzo di una ruota della macchina – e poi si spaccano la schiena ad allentare i bulloni fino a quando ci salgono sopra con il piede e sfruttano il peso del corpo con eguale rischio, comunque, di farsi male. Oggi ho fatto proprio così. Ma il mio intento non era quello di sfidare le divinità, credetemi. Volevo solo sentirmi un po’ maschio alfa di domenica pomeriggio, quando non c’è nessuno che guarda. Comunque il bullone si allenta ruotando in senso anti-orario e si stringe ruotando in senso orario. Terzo segreto svelato.

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