in cattedra

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Avete presente quelli che hanno figli e dicono a quelli che non hanno figli che non possono capire perché non sono genitori? Non c’è preambolo migliore a sostegno della mia tesi, e cioè che non c’è nulla che riempia più la vita della scuola e, ve lo assicuro, se non siete insegnanti non potete capire. Questo non vuol dire che un docente non abbia la sua famiglia, la sua vita privata, la sua collezione di dischi in vinile e il suo gatto, rigorosamente in ordine di priorità. Però farsi carico della serenità di tutti quei bambini per mesi e mesi che poi d’improvviso puff, spariscono tutti nelle loro seconde case al mare o in montagna, è un’esperienza un po’ così così. Anzi, per certi versi ingiusta. Quest’anno, per rendermi conto se un po’ di continuità emotiva possa essere la soluzione di questo rapporto sentimentale a singhiozzo, ho dato la disponibilità per il Piano Estate, che è quella cosa a cui un insegnante come si deve non avrebbe mai dovuto dare il suo consenso perché le scuole cadono a pezzi, c’è carenza di organico, ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette!

A parte le battute, il Piano Estate sta alla scuola come la scappatella agostana sta a quando la moglie è in vacanza. Scaturisce un flirt didattico con classi eterogenee che non sono le tue, da cui ci si può lasciar sedurre e abbandonare al termine di quest’iniziativa così raffazzonata che poi alla fine, guarda un po’, si è rivelata una figata senza precedenti. Insegnare quello che ci pare e nel modo che ci pare a ragazze e ragazzi che partecipano per scelta senza l’assillo del programma e della valutazione. Ma che razza di scuola è, diranno i puristi e quelli dei compiti delle vacanze a sentire la brezza marina. Certo, le aule non hanno l’aria condizionata e spaccarsi di eritemi sul bagnasciuga non ha eguali. Chissà che cosa resterà di questi corsi di teatro, di musica leggera, di WordPress, di comunicazione ai ragazzi. Io sono fiducioso e poi, si sa, chiodo scaccia chiodo. A settembre tornerò fedele ai miei bambini, ve lo giuro.

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