moderiamo i Tony

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Tutti a gran voce vogliono Tony Soft. I politici di sinistra e di destra richiedono Tony Soft ai rispettivi avversari e i giornalisti al TG lo riportano. “Draghi esige Tony Soft”. “Mattarella invoca Tony Soft”. Ma è estate e Tony Soft, probabilmente, è già partito per il consueto tour stagionale rivierasco con la sua orchestra, i suoi musicisti rispettosi delle camere d’albergo, i suoi strumenti elettro-acustici, gli amplificatori tenuti a un volume adeguato, le divise color pastello, le canzoni mai oltre i 100 bpm. Mai un distorsore, mai un urlo liberatorio, mai una parola fuori luogo, mai un botta e risposta con il pubblico tipo ari ari ari ha di “Minnie the Moocher”. Meglio non farsi riconoscere e non stare sopra le righe, tantomeno quelle del pentagramma. Nessun taglio addizionale perché, come dicono a Roma, questo è il tempo di dare e non di prendere. Non dimentichiamo che Tony Soft è l’artista preferito dal cantante Garbo e vanta collaborazioni del calibro – medio – di Moderat.

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