la terza volta ti fa pensare

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Esci di casa indossando una mascherina, percorri un paio di km in auto per raggiungere un presidio sanitario, cerchi parcheggio, ti avvicini all’ingresso del padiglione attraversando il gazebo in cui si provvede al check del green pass per gli accompagnatori. Un volontario bardato dalla testa ai piedi ti consegna il modulo dell’anamnesi, segui il percorso indicato dalle frecce sul pavimento sino all’accettazione, presenti il documento di identità e la tessera sanitaria, confermi la volontà di sottoporti – già che sei lì – anche alla somministrazione del vaccino anti-influenzale. Ti metti in coda lungo il corridoio che conduce all’ambulatorio – coda variabile a seconda dell’ora in cui hai prenotato – fino a quando un secondo volontario conciato da astronauta come il precedente ti autorizza a procedere verso la sala d’attesa dove un’infermiera raccoglie i moduli e ti indirizza alla scrivania che nel frattempo si è liberata, dove un medico prende ulteriori dati su di te e ti fornisce tutte le informazioni del caso. Quindi il passaggio successivo dentro il salone in cui sono state ricavate diverse postazioni delimitate da separé. L’addetto alla somministrazione ti fa accomodare, registra sul suo pc le informazioni sul lotto e il codice identificativo della dose che sta per iniettarti, ti scosti il maglione e tiri su le maniche della maglietta della salute. L’iniezione di Moderna sul braccio sinistro, quella di Fluarix Tetra sul destro, dopo di che ricevi la stampa con i dettagli di tutto ciò a cui ti sei sottoposto, ti risistemi gli indumenti, saluti augurando buon lavoro – chissà quante punture fanno al giorno – e ti accomodi nella sala di osservazione contigua, per sostare i quindici minuti necessari a verificare che, al momento, tutto procede bene. Passato il quarto d’ora esci, raggiungi una farmacia nei pressi per fare scorta di Tachipirina 1000, ritorni alla macchina e rientri a casa con il solito traffico del tardo pomeriggio. Alla terza volta sembra la normalità. Chissà se alla quarta potrò davvero stare a guardare.

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