in esametri

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La mia maestra poteva sfoggiare uno dei nomi più belli in circolazione. Si chiamava Iside e, se non ricordo male, trascorreva con noi quattro ore ogni mattina per sei giorni ogni settimana. Oramai è passata un’eternità, malgrado questo sono certo che si facesse carico dell’insegnamento di tutte le materie, a tempo pieno. Quello del maestro unico è un modello insostenibile, con i tempi che corrono. Eppure, io che ho accettato di occuparmi dell’area logico-matematica dato che era l’unico posto disponibile, vivo con il costante rammarico di lasciare ad altri il compito di forgiare le coscienze letterarie dei miei bambini. La collega con cui condivido la mia terza è molto poco flessibile su tutti i fronti. Questo mi fa desistere dal tentativo di proporle una gestione della didattica diffusa e mista. Sarebbe bello se, per ogni materia, facessimo un po’ lei e un po’ io a seconda degli argomenti. O, ancora meglio, se si potesse procedere con le pluripremiate unità didattiche che raccolgono stralci di ogni bendidio di discipline diverse. Sai come si divertirebbero i bambini a passare da una materia a un’altra con la scusa di trattare argomenti che necessitano di un approccio disruptive. Ma questo non è possibile e non può rientrare nei piani programmatrici di una scuola molto old fashioned. La collega si occupa di italiano, storia, geografia e motoria, io dei miei compartimenti stagni in cui sono conservati singolarmente i kit di matematica, scienze, inglese, arte, musica, tecnologia. Inutile dire che è un peccato ma non perché io sia Gianni Rodari. Solo che qualche volta mi piacerebbe uscire dai canoni e leggere qualche poesia, raccontare qualche storia, presentare tutti gli stili narrativi che conosco, far scrivere i miei alunni e, perché no, registrare podcast. Nessuno mi vieta di farlo ma poi, malgrado le più buone intenzioni, desisto dall’idea. Mia moglie lavora in biblioteca e capita che mi porti a casa dei libri per bambini, io li porto a scuola ma mi dimentico persino di averli nello zaino, sopraffatto come sono dalle equivalenze e dai poligoni regolari. Oggi, a proposito di geometria, mentre correggevo un’attività dedicata proprio al ripasso di figure piane, angoli e lati, anziché scrivere “esagono” sulla LIM ho scritto “esametro”. Ed è stato subito #tityretupatulaerecubanssubtegminefagi

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