le affinità selettive

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Ci sono individui talmente gelosi dei propri ascolti di nicchia che quando scoprono altri adepti della stessa setta un po’ restano sorpresi che la band o il songwriter fino ad allora inconsapevolmente condiviso in realtà sta facendo di tutto per divulgare il più possibile le proprie creazioni artistiche anziché sperare che la cosa rimanga dominio di pochi e il successo si limiti a questo o quell’altro hipster. Ma noi diciamo basta a questo barbara tendenza all’autoreferenzialità, a questo primitivo modello di oligarchia culturale, a questa sempre più diffusa forma di melomisantropia. Credo che sia il momento di rivelarsi e di gioire del fatto che a questo mondo non siamo soli, tantomeno unici.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di divulgare le proprie abitudini musicali indipendentemente dal fatto di essere stati più o meno gli iniziatori di un certo circuito. Un vezzo che senz’altro conferisce un certo merito al talent scout di turno se non sulla parola, altrimenti occorrerebbe istituire un sistema in grado di attribuire questo genere di primato attraverso l’iscrizione automatica del brevetto in un database globale. Un po’ come accaparrarsi i domini in Internet: una volta registrato nessuno lo può più sottrarre al proprietario a meno che non sia lui stesso intenzionato a cederne la paternità o si dimentichi di rinnovarne la licenza. Che, nel nostro caso, si traduce in una cosa tipo: ho postato per primo il nuovo video dei Tv on the Radio sul mio blog, vengo dichiarato all’unanimità l’ascoltatore alfa, nessuno potrà mai togliermi il merito.

È giunto il momento di attuare questa strategia di coming out di massa. Ciascuno con il proprio comportamento sonoro, non appena acquisita la certezza della presenza nei paraggi di un individuo simile, deve manifestatamente rivelarsi. Che poi l’orgoglio dei propri gusti è anche fonte di bellezza interiore ed esteriore, basti pensare a quando la possibilità di condividere i propri dischi con la donna desiderata era un momento quasi più ambito del fare sesso.

Così immaginate uno correre con le cuffie e il suo riproduttore audio personale sintonizzato su una canzone qualsiasi purché poco conosciuta e la congiuntura astrale che lo porta lungo un attraversamento pedonale proprio mentre un automobilista fermo nella dovuta correttezza di concedergli la precedenza sta ascoltando sul suo impianto hi fi lo stesso pezzo. Il podista sbalordito si ferma – e già questo è un gesto estremo perché il podista non si fermerebbe nemmeno per un crampo – e sgocciolante di sudore si sporge nell’abitacolo della vettura per condividere metà auricolari a testimonianza di quel miracolo di casistica e circostanze ultraterrene. È lo stesso pezzo, incredibile! Già, roba da farne un film.

Allo stesso modo sarebbe un bene violare il bozzolo onanistico degli ascolti individuali sui trasporti pubblici quando dalle altrui cuffiette si percepisce distintamente la propria canzone preferita. Ehi ma stai ascoltando proprio il pezzo che ho scoperto ieri sera leggendone su Pitchfork. Esordire con questa uscita per rompere il ghiaccio con l’unico intento di fare rete tra persone affini potrebbe essere addirittura scambiato per una forma artistica di teatro urbano vivente. Nella società della diffidenza reciproca un manipolo di performer che cerca di riconnettere i punti nodali omogenei per far fluire solidarietà culturale e agevolarne la pervasività lungo una mappa mobile e in continua evoluzione. Wow.

Cose che in un passato analogico erano soltanto il frutto della più bieca superstizione e si liquidavano come semplici segnali positivi e buoni auspici. Come quella volta che appena entrato in Torino per un concerto che la sera stessa dovevo tenere con uno gruppo ligure emergente, ecco che accesa la radio sul furgone, dalle frequenze di una emittente indipendente locale lo speaker annunciò proprio il singolo che tratto dall’album che stavamo portando in tournée, ruotava come video anche sulle reti televisive musicali, anzi, sull’unica rete televisiva musicale perché ai tempi Mtv Italia non era ancora stata inventata.  Anzi a dirla tutta forse dovevamo suonare proprio per la festa di inaugurazione del canale nazionale di Mtv appena nato. Che combinazione.