secondo round

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Spero sarete d’accordo con me quando dico che la modernità ci ispira molte volte condotte disdicevoli e ci induce a posture che sì, trasmettono il nostro tentativo di adattare il nostro corpo alle nuove invenzioni pensate per migliorare il modo in cui viviamo, ma introducono consuetudini che talvolta fanno fatica a passare inosservate. E sono certo che un briciolo di auto-ironia nell’ammettere questa sorta di deriva comportamentale ci consentirebbe di moderare almeno le gestualità più evidenti. Si tratta di una tesi che sostengo – e ne ho già discusso altrove – sin da quando gli individui non si vergognano più di parlare da soli al telefono in pubblico con elementi protesici bluetooth conficcati nelle orecchie, piccoli spettacoli estemporanei che tuttavia toccano spesso vette di alta drammaturgia di strada. Poi è subentrata la variante da smartcoso, che consiste nell’aggiungere all’uso dell’auricolare il dispositivo tenuto perpendicolarmente alla bocca, vista l’ubicazione del microfono, come una tartina pronta all’assaggio. Anche quello ormai è un classico della clownerie involontaria. Per non parlare dell’avvento dei tablet – della cui utilità sono sempre meno convinto, ma questa è una opinione personale, e lo sapete quanto io sia schiavo della tecnologia – che ha generato un ulteriore passo evolutivo che consiste nel tenere sollevata la piastrellona touch-screen dinanzi a noi per scattare le foto o riprendere una scena in video. L’effetto è quello del cartellone mostrato in manifestazione, che uno si aspetta di leggere slogan tipo “senza se e senza ma” ma digitalizzati per qualche forma di protesta o, come suggerisce il titolo di questo post, le signorine che durante gli incontri di pugilato informano il pubblico sulla durata del match e invece no, si tratta della nuova fase del genere umano che si ferma a immortalare paesaggi e persone con la prima cosa che ha a disposizione. Perché oggi il tablet ce l’hanno tutti in mano con un livello di diffusione che non si vedeva dai tempi dell’autoradio con maniglia che si lasciava al guardaroba in discoteca, o lo si poggiava sul tavolo del ristorante cinese la domenica sera, quando si portava fuori a cena la fidanzata. Sorridi cara, che ti faccio una foto col vestito elegante mentre impari a mangiare le nuvole di drago intrise di salsa di soia con le bacchette. Clic.

2 pensieri su “secondo round

  1. nel solispsismo delizioso del mio tablet in casa, a capirci cosa farci, mi dico, sì, hai ragione. Che quando è arrivato l’estratto della creditocarde eh, cosa ho pensato. Che ci stavano millamila cene dal cinese. Senza vestito elegante, senza clic.

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