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i sette pilastri dell’ignoranza

Al settimo chilometro di corsa, sono circa le sette del mattino del giorno di ferragosto, mi taglia la strada un idiota vestito da Robin – sì, proprio il subalterno di Batman – che fa ingresso nel villaggio dei ricchi. Potete mettere la mano sul fuoco che né sono sotto doping, né dall’altro estremo della sopportazioni fisica ho le visioni per la fatica. Comunque il villaggio dei ricchi sta qui a fianco del mio campeggio, che io chiamo, come antitesi al villaggio dei ricchi, il campeggio dei tedeschi, quelli che ostentano giustamente la loro superioritá morale recandosi nei bagni comuni a piedi nudi. Giá due testimoni oculari assicurano di aver avvistato al villaggio dei ricchi Amadeus con il figlio, una di quelle dichiarazioni d’intenti altrui alle quali si potrebbe rispondere con una bestemmia senza intaccare il proprio punteggio utile per il passaggio nel regno dei cieli. Non a caso il fatto che in un posto così soggiorni uno che si chiama Amadeus – nomen omen – la dice tutta. La divinitá pop che permea un ambiente di eletti – almeno dal punto di vista dell’opulenza sprecata in posti come i villaggi dei ricchi – ed eleva il rango di un esercizio commerciale tanto da richiamare persino demiurghi del calibro degli eroi di Gotham City. Non si spiegherebbe il fenomeno soprannaturale del vento che spira dalla parte delle griglie a ferro e fuoco con i maialini sacrificali infilzati per il lungo – in barba a voi vegetariani questo campeggio potrebbe chiamarsi il villaggio dei dannati o, meglio, degli infedeli – e anziché portare emanazioni gassose di carbonella giunge la voce del sommo sacerdote, il solito animatore dall’accento smaccatamente toscano che ogni volta che lo sento mi verrebbe da dirgli che se avesse studiato anziché guardare i programmi su Italia 1 con Fiorello non farebbe quel mestiere lì. La sua voce urla che manca poco, e non so a cosa manca poco perché ora sono le dieci del mattino e la musica, al villaggio dei ricchi, pompa come se non ci fosse un domani. Manca poco a cosa? Sulla spiaggia del villaggio dei ricchi sta per fare la sua comparsa la coppia celebre, cioè non Amadeus e suo figlio ma i due altrettanto insopportabili e presuntuosi paladini della giustizia di Gotham City, o per lo meno due idioti vestiti come loro la mattina di ferragosto, nel sud della Sardegna, con più di trentacinque gradi e un’umiditá da sud est asiatico. C’è anche una postazione da dj radiofonici sulla spiaggia del villaggio dei ricchi in uno dei mari più belli d’Italia, una roba che sarebbe altro che da commissariamento europeo, a ridosso della quale ci sono persino sdraio e ombrelloni. Mi chiedo quale livello di ignoranza possa indurre a pagare fior di quattrini per farsi bombardare di decibel in vacanza in un posto così, quelle sdraio e ombrelloni proprio a fianco delle casse da cui si dirige il divertimento, solo per dire di aver soggiornato nello stesso posto di Amadeus e suo figlio, di un animatore dall’accento toscano e di due comparse stipendiate da un noto network di viaggi e turismo che ballano vestite da Batman e Robin. Penso così al numero sette perché qualcosa mi rammenta che ci devono essere sette livelli di ignoranza al mondo e tra questi, non saprei in quale posizione della classifica, si posiziona anche un tipo di vacanza così. Il sette è una specie di numero magico, no?

2 commenti su “i sette pilastri dell’ignoranza

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