perché gli stupidi si sentono sempre tirati in ballo?

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Quelli che vedete nella foto qui sopra sono i miei tre più importanti pensatori di riferimento, in realtà il terzo manca perché sarebbe mia figlia, abbiamo fato una foto proprio lì con quei due baffoni durante una vacanza a Berlino di almeno 5 anni fa che però non metto per evidenti questioni di privacy, e anzi manca il quarto che è mia moglie e che, al netto di quei piccoli battibecchi sulla quotidianità che caratterizzano le coppie dopo decenni di matrimonio, comunque resta anche lei un elemento fondamentale e spero avrà la pazienza di sopportarmi in modo da poterlo essere ancora per molto. Ma la vera notizia è che mia figlia, che ora di anni ne ha tredici, da qualche mese mi surclassa in saggezza, mentre mi umilia ampiamente in popolarità sui socialcosi ormai da anni, non vi rivelo perché mi vergogno lo scarto di follower su Instagram tra me e lei ma vi dico solo che è a quattro cifre e, al momento, senza aver utilizzato alcuna foto biotta (che in milanese vuol dire senza vestiti).

Per il resto ha sempre consigli appropriati, maturità di qualche tacca superiore alla mia e anche buon gusto, che non guasta mai. Il titolo di questo post, per dire, è una sua massima che ho trovato oltremodo illuminante e che ho pensato di applicare, come metro di giudizio, ancora una volta a Facebook che vi giuro che se non fosse che devo usarlo per lavoro e per gestire alcune pagine con il mio profilo (e non mi riferisco al profilo piuttosto arzigogolato, quello fisico vero e proprio, nel senso della skyline della mia faccia) lo avrei chiuso da tempo.

Non vi annoia Facebook? Non ho nulla contro zuckercoso ma contro la gente che, su Facebook, ormai non dà nemmeno più il peggio di sé perché del peggio di sé oramai è rimasta a secco. Vi dico solo che il dibattito sul PD mi rende interessanti persino le discussioni sulla Juventus, che quelli che si mettono in mostra con le esondazioni del loro ego li ho già nascosti da mesi e che le vostre opinioni mi danno la nausea quasi più delle mie. Restano certe pagine culturali ma poi quando anche le futilità di Facebook si arrogano la condizione di letteratura (ne parlavamo qualche giorno fa) è il segnale che i socialcosi ormai sono solo ripiegati su se stessi e quindi, se cerchiamo spazio, è meglio sloggiare da lì perché è tutto occupato, e andare da qualche parte. Per esempio qui, perché no? Non vi diverte chiacchierare con me? Ricordatevi che sono cintura di nera di ascolto del prossimo. Ma la massima di mia figlia, “perché gli stupidi si sentono sempre tirati in ballo?”, sembra tagliata su misura per il vostro alter ego su Facebook, perché se vi fate un esame di coscienza, ammesso che siate in grado di superarlo, ne dedurrete che anche voi con la vostra coda di paglia siete in prima linea nel sentirvi coinvolti dai post di tutto il vostro entourage, nemmeno se la gente non facesse altro che pensare a voi anziché a se stessa.

Comunque, se volete sapere che cosa vale la pena seguire sul social network più popolato del pianeta, ecco i miei consigli: i botta e risposta a colpi di immagini fuori da ogni immaginazione tra Silvia e Chiara e che non so chi siano ma stanno riformulando i canoni di comunicazione e di enternainment su Facebook, poi Carlo Bertotti e Flavio Ferri dei Delta V che stanno scaldando i motori in vista di un nuovo album alle porte, quindi Eschaton che è uno dei maggiori filosofi dei nostri tempi e, manco a dirlo, la bellissima pagina situazionista di Plus1gmt. Mi raccomando: laikate come se non ci fosse un domani.

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