ragazzi studiate, che è meglio

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Il futuro sta nelle cose che non sono quello che dovrebbero essere. Un libro senza trama, un disco senza suono, una casa non abitabile, cibo che non si mangia e una sedia che non ti regge. Campanelli che suonano fuori dalla porta e dentro non si sentono, scoop che rivelano cose trite e ritrite, spot pubblicitari in cui si omette il nome del prodotto. “Compratelo!”, dicono gli attori alla fine. Ok, ma cosa? Sui social, in questo futuro così irriverente verso l’evoluzione dell’uomo, si fanno conversazioni senza capo né coda, si fanno richieste senza poi curarsi della risposta ottenuta. Persino i PC hanno tastiere mute che inviano input a cazzo al sistema operativo, una funzionalità che non sfigura tra abitudini come mangiare avanzi di cibo senza riscaldarli prima, parlare senza dire niente, mettersi in macchina e partire senza destinazione. Ci si ferma dove capita e si pernotta lì, nel primo albergo che si trova. Sempre che in questo futuro esista ancora il settore dell’accoglienza. Io credo che tra un secolo le uniche costruzioni sopravvissute al progresso saranno i Data Center, e sapete perché? Io, tu che stai leggendo, tutti voi abitanti del mondo mondiale che riempite l’Internet di roba a partire dai milioni di miliardi di mail su Gmail che non cancellate perché tanto il signor Google vi lascia trilioni di terabyte di spazio a disposizione e chi se ne importa. Da qualche parte tutte queste cose devono essere contenute, o pensate che il Cloud sia composto veramente dalle nuvole che vedete in cielo? Ecco, moltiplicate questo accumulo compulsivo per i miliardi di persone che ci saranno nel 2117 e provate a pensare a quanti armadi di server dovremmo avere a disposizione. Noi esseri umani vivremo nei sottoscala di questi centri di calcolo ma tanto, come dicevo prima, per noi esseri umani sarà indifferente.

Scusate la completa sfiducia nel prossimo, ma ieri l’altro ho partecipato a un’assemblea di classe con i genitori, la classe di mia figlia, intendo, e sembra che in terza media più della metà dei ragazzi si presenti regolarmente alle lezioni ogni giorno senza aver svolto i compiti, con l’avallo dei genitori o, comunque, senza che i genitori si oppongano alla loro negligenza. Moltiplichiamo questo comportamento per dieci, cento, diecimila, mille milioni di scuole al mondo e tentiamo una proiezione sulle prossime generazioni e poi vediamo se non mi darete ragione.

2 pensieri su “ragazzi studiate, che è meglio

  1. 4 elementare: il bimbo non fa i compiti perché deve andare a calcio. Commento degli altri genitori: secondo me fanno bene i suoi; non è mica dotato per lo studio, meglio che punti su altro nella vita.
    Ecco, meglio che ci sopravvivano i Data Center. Mi dispiace solamente che saranno l’unica testimonianza della razza umana e con le cazzate che mettiamo in rete…

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