alcuni aneddoti dal mio futuro

un blog molto anni 80

siamo già alla quarta serata e nessuno si è ancora chiesto che cosa voglia dire “sanremo2020 startfine”

Il bello di Sanremo è che, alla settantesima edizione, la concorrenza televisiva ha capito l’antifona e anziché riempire i palinsesti di fuffa, che tanto tutti guardano il festival, manda in onda trasmissioni tentacolari come armi di distrazione di massa. Come se, nel 2020, nessuno avesse un abbonamento Netflix, Sky o una connessione a banda larga per fare i propri porci comodi in rete. Per dire, mi sono capitati sotto mano Ken Loach, una sfida ai vertici del campionato A1 di volley maschile e persino un parterre interessante da Floris. Il fatto è che con Sanremo una bella fetta di italiani rimette le lancette indietro di vent’anni e si ritrova a seguire lo stesso programma in diretta insieme. La cosa fa un po’ tenerezza e se non fosse per i live tweeting potremmo fare finta di essere davvero ai tempi in cui facevamo le superiori e gridavamo al miracolo vedendo i Canton di “Sonnambulismo” scimmiottare i Kajagoogoo. In quello che sarà ricordato come l’anno dell’epidemia più epica dai tempi dei Lanzichenecchi e della discesa in piazza delle Sardine ho deciso di seguire la kermesse canora solo in differita, tanto finalmente la Rai si è decisa a pubblicare le singole canzoni sul canale Youtube così a chi non è realmente interessato a tutto l’ambaradan, o semplicemente preferisce coricarsi prima delle dieci come me, è sufficiente leggersi qualche minchiata sui social e poi buttare un occhio a quello che può risultare degno di nota.

Dalle foto che pubblicano i miei contatti vedo molte scollature femminili su vestiti dalla linea simile, per intenderci quei modelli che chi li indossa è costretto a sorreggersi con la mano libera dal microfono il top senza spalline ogni volta che si china, e a chi canta, galeotta fu la la smania di interpretare la canzone, succede spesso. A parte questo, c’è ben poco. Forse il pezzo di Levante ma si sa, c’è sempre il fattore del fascino che influisce su un giudizio oggettivo. La scenografia è claustrofobica, si sentono spesso chiacchiericci di fondo che non si capisce quale microfono sia rimasto acceso, Amadeus ha una narrazione troppo semplificata e banalizzante e dimostra di non conoscere il reale target socio-culturale degli ascoltatori della manifestazione (che sono quelli che lo guardano/non lo guardano per scrivere post come questo).

Discorso diverso per la serata delle cover dei successi delle precedenti edizioni che, ogni anno, è sempre la mia preferita. La mia reazione a caldo, quest’anno, è stata però quella di calcolare il totale dei brani cantati in settant’anni di storia, dividerlo per una media di ventiquattro cantanti a volta e ottenere la sostenibilità di questa trovata per i festival in futuro. Voglio dire, finiranno prima o poi le canzoni di Sanremo da coverizzare perché già nel 2020 hanno rotto il cazzo. Soprattutto, per regolamento, si dovrebbe evitare di riproporre “Un’emozione da poco” ogni volta. La canzone è una delle più belle, ma già dopo Nek e Paola Turci si era sfiorata la sovraesposizione. Inutile dire che la versione di quest’anno delle Vibrazioni è inqualificabile. Per il resto? Interpretando “Cuore matto” Piero Pelù è risultato patetico, il medley dei Pinguini un’occasione perduta che ci ricorda che non tutti possono permettersi di essere Elio e le Storie Tese, Diodato e Nina Zilli pessimi, la disarmonizzazione del ritornello di “Vacanze Romane” oltremodo sacrilega, senza contare che il connubio di timbri di Masini e Arisa può fare più danni dello scontro tra materia e antimateria, Achille Lauro e Annalisa scolastici, tutto il resto indegno di qualsiasi menzione. E poi basta con i rapper che attualizzano le strofe di pezzi stra-conosciuti e la voce femminile che interpreta il ritornello, riusciremo prima o poi a superarla ‘sta cosa?

E se siete capitati qui attirati dal titolo perché pensate che abbia la verità in tasca, avrete capito a questo punto di esservi sbagliati di grosso. Quando parte la pubblicità durante la diretta non si capisce bene cosa voglia dire “Sanremo 2020 startfine”, siamo già alla quarta serata e nemmeno io so darvi una spiegazione.

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