alcuni aneddoti dal mio futuro

un blog molto anni 80

bacchettate

Non è mai stato prodotto un vero e proprio inventario delle specie in natura che non possono resistere alla tentazione di far notare gli errori o le manchevolezze altrui. Nel mondo vegetale è un comportamento assai difficile da rilevare, anche se a onor del vero la letteratura è piena di storie in cui le piante parlano agli animali e all’uomo e che comunicano tra di loro. Che cosa si dicano o cosa sussurrino – complice il vento – varia secondo lo stato d’animo del destinatario perché, e non sono io il solo ad affermarlo, non è che proprio facciano di tutto per farsi capire. E poi cos’è che potrebbero fare di sbagliato? Stesso discorso per gli animali. Anzi, vigendo un sano spirito di competizione dettato dalle più elementari leggi naturali ispirate dalla sopravvivenza a nessun individuo di un branco verrebbe mai in mente di rimettere in gara un predatore quando ha perso il treno della preda quotidiana per aver sbagliato una mossa nell’attacco. Meno si è a dividere il pasto e più abbondanti sono le porzioni. Il genere umano invece, sotto questo punto di vista, è pazzesco perché prova una piacevolezza unica nel correggere il prossimo sottolineandogli come avrebbe potuto fare meglio o diversamente. Innato nel nostro DNA c’è questa maestrite acuta che ci impone di rimettere le cose a posto quando qualcuno ha fatto casino ma non certo per il senso dell’ordine quanto per il piacere di mostrarsi solerti nell’isolamento della sequenza dell’equivoco o dello svarione di terzi. Questo indipendentemente dalla presenza di un pubblico perché agiamo senza farci problemi anche solo per compiacere il nostro ego che poi, alla fine della fiera, costituisce sempre e comunque la platea più fedele dei nostri successi.

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