alcuni aneddoti dal mio futuro

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dieci cose da togliere dalla quarantena

Le cose che passano di mano in mano non sono viste di buon occhio durante i periodi di pandemia perché le superfici posso costituire una specie di sala di aspetto in cui i virus attendono il treno che li porti a destinazione. Il tempo di permanenza in questi non-luoghi di raccolta per entità biologiche parassite sembra non essere un dato certo e non è una questione di ritardi o tratte soppresse, come succede ai clienti di Trenord. Tutto ciò che è stato oggetto di scambio durante il Covid-19 è stato giustamente demonizzato e, lato cittadino, non ricordo di essermi lavato le mani così tante volte in vita mia. Che ne sarà dei libri della biblioteca, per esempio. Leggo che saranno soggetti a una quarantena propedeutica al prestito successivo. La tentazione di spingere le porte con il gomito è forte. E gli acquisti su Amazon? Il contenuto dei pacchi sarà stato sanificato? Penso anche agli scontrini rilasciati dagli esercizi commerciali. Voglio dire, una particella così piccola può anche cadere nei più remoti anfratti di un POS e farsi un giro su un fogliettino di carta, non trovate? Non a caso non c’è reputazione peggiore, di questi tempi, degli sport in cui ci si passa o si lancia una palla tra giocatori e avversari. Magari poi un giorno si scoprirà che certe schiacciate nel volley, come quelle di Paola Egonu, li fanno secchi tutti. Le cose si complicano al supermercato: metti i guanti, tocca il carrello, togli i guanti per separare il lembi dei sacchetti all’ortofrutta e poi rimettili nuovi per spuntare tutte le voci della lista della spesa, d’altronde lo scatolame nei sacchetti mica ci può cadere con la forza nel pensiero. I terminali RFID per le compere fai da te ogni quanti utenti vengono sterilizzati? E il nastro trasportatore delle casse? La routine delle cose toccate senza soluzione di continuità prevede: tenere i guanti monouso sino alla macchina, prendere le chiavi per aprire il portabagagli, mettere i sacchetti nel portabagagli, chiudere il portellone, depositare il carrello, togliere e gettare i guanti, riprendere le chiavi che sono state a contatto con i guanti prima per mettere in modo l’auto, mettere le mani sul volante quindi aumentando il rischio, e poi a casa, dove non sai se è meglio lavarsi le mani prima di riporre la spesa in dispensa e in frigo oppure dopo o anche dopo ma poi ci sono i sacchetti, ampiamente toccati con i guanti prima, da mettere nello sgabuzzino. Un bel casino. Il fatto è che a me le superfici fanno paura, e non vorrei sembrarvi superficiale.

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