alcuni aneddoti dal mio futuro

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non c’è più religione

Alle fasi dell’età evolutiva già accertate dai più blasonati psicologi da qualche tempo si annovera anche quel momento in cui nell’adolescenza sboccia la fase anarco/anticlericale e che va a collocarsi tra la prima canna e la dichiarazione di impegno alla ricerca di un lavoretto per mettere qualcosa da parte per le vacanze dell’estate successiva, oppure la ricerca di un lavoretto per mettere qualcosa da parte durante l’estate per l’imminente stagione invernale, ma che poi alla fine si concretizza in un buco nell’acqua e i ragazzi continuano a dare a fondo le risorse dei genitori.

Nel corso della fase anarco/anticlericale si radicano elaborate teorie secondo cui la chiesa dovrebbe liberarsi di tutti i beni mobili e immobili e distribuire il valore corrispondente in banconote ai poveri del pianeta al motto de “il primo vero comunista è stato Gesù” con la variante che riconduce il maoismo a San Francesco. Una teoria che gli studiosi pongono alla base di rielaborazioni in fase adulta come l’ICI dei beni del Vaticano e tutte le declinazioni delle invettive contro le scuole paritarie, fino ai picchi di giacobinismo del calibro di “se avesse vinto Napoleone oggi ogni chiesa sarebbe un granaio”.

Non sono pochi inoltre i giovani in piena fase anarco/anticlericale che si ribellano all’imposizione formale di non poter indossare abiti succinti per visitare la basilica di San Pietro. Ragazze e donne devono coprire spalle, petto, ginocchia e sedere ma non tutte si presentano ai cancelli provviste di burqa. La prima rimostranza si manifesta contro l’addetta alla misurazione della temperatura, come se lei o gli addetti alla sicurezza all’ingresso fossero direttamente responsabili della severa norma.

C’è persino chi ha fatto di questo conflitto un modello di business posizionando la propria bancarella di foulard in prossimità dell’ingresso e ha messo insieme una fortuna a botte di tre euro al pezzo. Probabilmente paga una tangente a qualcuno che gli tutela la posizione di vantaggio rispetto agli altri ambulanti della Città del Vaticano. Non si spiega altrimenti il regime di monopolio.

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