alcuni aneddoti dal mio futuro

un blog molto anni 80

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Se leggete che i contagi sono in aumento forse conta anche il fatto che non siamo stati abbastanza diligenti, nel corso di queste vacanze che volgono al termine. Qui in Puglia, dove ci troviamo tutti, la ressa nei vicoletti che si snodano tra le tipiche case bianche imporrebbe l’uso della mascherina ma, a dire il vero, la percentuale di chi la indossa è molto bassa. Facendo due calcoli tutti quelli che stanno vivendo l’estate in modo così irresponsabile potranno cominciare a lamentarsi della nuova stretta sulle libertà di movimento già dai primi di settembre perché, in una situazione di promiscuità così evidente, che il virus proliferi mi sembra il minimo. Per chi, come me, lavora nella scuola, l’allarme provocato dall’escalation dei dati negativi a cui assistiamo ogni giorno aumenta in modo esponenziale la già conclamata incertezza circa quello che ci aspetta al nostro rientro con gli studenti. Ci saranno o no i banchi con le rotelle? Ci saranno ma non li vedremo perché ripartiremo con le lezioni da casa? Parlo per me, ma anche voi che fate altri mestieri non so quanto sarete soddisfatti. A me dà fastidio il disordine, il fatto che sia tutto sottosopra come nelle serie tv di fantascienza. Per stare in classe ci vorrà la fibra, per fare un sorriso o un rimprovero occorrerà scostarsi la mascherina dalla faccia, se a un bambino mancherà la matita bisognerà aspettare che la vada a prendere in un’altra stanza anziché chiederla in prestito al compagno di banco, perché al suo fianco non ci sarà nessuno. Un luogo di aggregazione come la scuola si appresta a tornare un sistema chiuso con tutti fuori. Per questo spero di essermi comportato bene, durante questo viaggio. Ho seguito lo spirito popolare e ho trascorso le ferie in Italia. Sono state tra le migliori vacanze mai fatte, giuro. Ho visto posti nuovi e altri che avevo visitato tanti anni fa ma che non ricordavo più: Roma, Napoli, Pompei, Ercolano, Matera e Valle d’Itria, da cui rientrerò a casa con l’auto strapiena di taralli. Spero di non portare altro con me, a Milano, e che tutti quelli che ho sfiorato camminando per i borghi gremiti possano fare altrettanto.

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