alcuni aneddoti dal mio futuro

un blog molto anni 80

dalle porte

Invecchiando si rimpicciolisce. Nonostante questo Daria rimprovera spesso Marcello perché continua a muoversi nella vita come fosse molto più alto di quello che è. Si china molto di più di quanto sia necessario, quando un passaggio o una porta gli sembrano troppo bassi. Molte volte non è nemmeno il caso e a Daria questo sembra uno spreco di risorse, se non un vezzo. Daria è un’infermiera diplomata quando ancora non esisteva il corso di laurea. Lavora da una vita – credo abbia iniziato a diciotto o vent’anni – e, da quando si occupa dell’organizzazione di non so che reparto, si sottrae da impegni e responsabilità famigliari con la scusa che non può lasciare l’ospedale in balia dei suoi vice. La sorella minore, Anna, non ha un nome da libro di storia e questo, quando studiava al liceo, lo ha vissuto come una differente attenzione da parte dei genitori nei suoi confronti. A Daria risponde che lei invece ha a che fare con le multinazionali e, alle riunioni in cui arranca con il suo inglese, non può mancare. Uno pari. Ai meeting di tutti quelli che ricoprono il suo ruolo nelle altre country è quella che lo parla peggio. «Persino la turca» racconta sempre Anna «persino la turca si esprime in inglese meglio di me». Il russo con il suo accento russo, la francese con la sua parlata da barzelletta, il tedesco come ci immaginiamo i tedeschi parlino le altre lingue. Anna così ascolta e basta e, se interpellata, dice cose che pensa possano avere un senso in quel contesto. Il resto del team sembra soddisfatto e Anna ora racconta a tutti – anche a me – quanto sia semplice prendersi gioco di chi lavora nel marketing e io la prendo un po’ sul personale perché ci ho passato vent’anni con gente di quel tipo. Poi penso ai libri che legge e capisco che certe risposte che dà le trova in quelle pagine, come quelli che divorano narrativa americana e poi si cimentano in racconti mescolando cose che non c’entrano l’una con l’altra, giusto per copiare lo stile e darsi delle arie. Marcello, comunque, nella mia vecchia casa di campagna ha preso più di una testata contro gli stipiti delle finestre. Un tempo la gente era molto più bassa e le case dei poveri di dimensioni ridotte, costruite con finestre minuscole per evitare che il calore si disperdesse e si sprecassero risorse.

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