alcuni aneddoti dal mio futuro

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calendario scolastico

La scuola inizia grosso modo la prima decade di settembre. Le prime due settimane servono per riaccendere i motori organizzativi e a convincere gli studenti che un nuovo anno prende il via. Al momento la frequenza si limita a poche ore al giorno con un organico docenti decisamente ridotto. L’orario definitivo entra in vigore a fine ottobre, mentre il team degli insegnanti si completa, tra le rinunce e i soliti scambi di responsabilità sulle nomine, a fine novembre. Tutto sommato, nel corso di questa prima parte dell’anno scolastico si riescono a portare a termine un paio di settimane di lezioni in continuità, al netto di eventuali feste patronali e ponte dei morti. Dal primo dicembre sono tutti in fibrillazione perché di lì a poco ci sarà il ponte dell’immacolata e, a ridosso delle vacanze natalizie, ha il via la consueta diaspora dei colleghi che raggiungono i familiari distanti. Per il resto siamo tutti più buoni, ci regaliamo candele profumate e cioccolatini e, se non ci sono pandemie in giro, ci si scambia anche qualche saluto di buone feste. Nella primaria, tra lezioni e lavoretti a tema, i giorni effettivi si riducono a una manciata al netto delle volte in cui nevica e – negli ordini più bassi – i bambini passano il tempo a guardare i fiocchi scendere mentre i ragazzi più grandi accumulano ritardo sui mezzi in panne nel traffico rallentato dalle condizioni meteo. Ed è subito festa.

Al rientro a gennaio, dopo la prima settimana in cui ci si riprende dal jet lag causato dallo smantellamento degli addobbi e dei panettoni in sala caffè, trascorse un paio di settimane si inizia finalmente a fare sul serio e ci si attrezza per la valutazione di fine quadrimestre. Consegnate le pagelle, si parte con il secondo e con le settimane bianche. A febbraio ci sono meno giorni e c’è carnevale e un attimo dopo ecco la natura che si risveglia. In tutto, in questo scorcio di anno nuovo, si lavora a esser ottimisti un mese. Tra marzo e aprile c’è poi la settimana santa, quella che prelude a Pasqua, e la settimana rossa, quella della Liberazione e la festa dei lavoratori, e quando sono a ridosso l’una dell’altra ti ritrovi a metà maggio che nemmeno te ne sei reso conto. C’è il programma da ultimare ma ormai il conto alla rovescia è iniziato, e poi sono tutti stanchi. A questo aggiungici una spruzzata di spettacolo e festa di fine anno ed è subito ultimo giorno di scuola. Già a partire dal day after non trovi più nessuno, si fa qualche corso di aggiornamento, si sistemano le scartoffie e tanti saluti, a questo punto se ne riparla a settembre, con la consueta modalità.

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