quanto sei triste in una scala che va da uno alla stagione dieci di Friends

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Qualche tempo fa Netflix ha diffuso la notizia che avrebbe cancellato “Friends” dal suo palinsesto. Apriti cielo. Il fatto è che, a partire più o meno dalla scorsa estate, ho ricominciato a rivederlo tutto. La tecnica è semplice: “Friends” è perfetto per stirare. Mi piazzo con l’asse e il Rowenta di fronte alla tele. Collego le cuffie perché con il rumore del vapore non riuscirei a seguire bene i dialoghi. Sintonizzo la tv su Netflix e avvio la riproduzione automatica. Con “Friends” riesco perfettamente a esaurire settimane di accumulo di indumenti, lenzuola, asciugamani e tovaglie senza accusare fatica, il tutto seguendo il mio programma preferito. Non riuscirei a farlo con nessun’altra serie, soprattutto con quelle più impegnative. Con “Friends” posso perdere anche qualche passaggio o qualche battuta senza compromettere l’esperienza di visione. Metto mano al telecomando solo per saltare la sigla: gli episodi non sono lunghi e – anche se divertente – la canzone dei Rembrandts (chissà quanto si sono arricchiti con i diritti di “I’ll be there for you” e se esisteva anche prima di essere scelta) alla lunga rompe i maroni. Ho letto quindi della volontà di Netflix di togliere la sitcom a metà dicembre. Non vi dico la corsa per arrivare sino alla fine e, soprattutto, la soddisfazione provata quando Netflix ha accolto le proteste della fanbase e ha cambiato idea. Sono riuscito ad arrivare così all’ultima puntata con maggior calma. Tenete conto che l’ho già vista tutta almeno tre o quattro volte, che in commercio ci sono fior di cofanetti di DVD con le stagioni al completo e che, nel dubbio, avevo scaricato la collezione completa grazie a Emule anni orsono. Il punto è che l’ultima stagione ha un mood molto diverso dalle altre. A partire dal primo episodio si percepisce già che tutto si sta muovendo in funzione di una chiusura senza ritorno. É meno spiritosa delle altre, come se la sceneggiatura volesse rispettare il lutto che si stava consumando. L’ultimo episodio, poi, visto a vent’anni di distanza, è struggente da togliere il fiato. Si chiude definitamente la porta dell’appartamento di Monica e Chandler, sulla giovinezza e sulla spensieratezza, e di tutti loro non se ne saprà più nulla. Almeno fino a quando riprenderò dalla prima stagione, sicuramente stirando, la prossima estate.

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