cosa si può fare e cosa no

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Intanto è vietato stare qui davanti in più di due persone contemporaneamente. A parte che è pericoloso anche se leggete con la mascherina, ma correte il rischio di beccarvi una multa per assembramento. E poi come fate a capire cosa c’è scritto a più di un metro di distanza? Vi consiglio di farlo da casa, così evitate di uscire dal vostro comune di residenza e, considerate le temperature rigide del momento, vi mettete al riparo dai malanni di stagione e non rischiate di farvi scambiare per quei fanatici che non possono fare a meno di prendere il caffè al bar, avete presente? Stanno sotto i portici con la tazzina di plastica rovente in mano, in gruppetti da tre o quattro, a chiacchierare al freddo come degli Ernesto Calindri qualunque che stanziano al tavolino apparecchiato in mezzo alla strada a sorseggiarsi l’amaro e leggere il giornale, incuranti del traffico. Con tutto il rispetto per gli esercizi che dal primo lockdown non hanno più aperto, però il caffè è meglio farselo da sé. Si abbattono le possibilità di contagio, almeno nella zona rossa dell’Internet.

Sul fronte delle libertà di movimento, chi, come me, ha la fortuna di non potersi permettere una seconda casa in cui trascorrere weekend e ponti, non cade nemmeno nella tentazione di infrangere le regole imposte dai vari DPCM sugli spostamenti tra regioni diverse. Perché mai dovrei rinunciare a casa mia nei finesettimana per prendere la macchina e andare chissà dove? Non potrei fare a meno dei panorami che si godono qui dentro, a casa mia. Quando a mia moglie e a me capita di vedere, in un negozio, un suppellettile o un complemento d’arredo che ci piace ma che costa troppo diciamo sempre a voce alta che potremmo comprarlo per la nostra casa in Provenza o quella sulle Dolomiti o quella in Corsica. Avere più case è come avere più personalità, e la scienza ci conferma che costituisce un vero e proprio disturbo. E poi che palle, scusate, a vedere lo stesso posto ogni volta. Meglio variare con i libri, le serie tv, i film, i dischi.

E prima di cliccare sui pulsanti per andare all’articolo precedente e successivo ricordate di lavare sempre con cura le mani. So che molti di voi le hanno consumate, a furia di lubrificarle con il gel disinfettante. Non ci ricordiamo più come sia stare con le mani zozze e mettersi le dita nel naso. Di certo, se questa volta lo facciamo bene, potrebbe essere davvero l’ultima. L’ultimo sforzo, poi il vaccino e poi basta. Almeno proviamoci.

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