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I gabbiani fanno paura, a vederli da vicino, e se li sorprendi a sbranare la carcassa di un piccione ti chiedi che bisogno ci sia di associarli a scenari da sogno. Il mare, i pescherecci al largo, il bar sul porticciolo e il Pastis che ti stordisce prima di cena, malgrado le arachidi e le patatine. Quando mettono su famiglia e hai la sfortuna di vivere in un appartamento al piano alto non passa notte che non ti facciano chiudere occhio, con le loro scuole di volo e i loro rumorosi battibecchi tra esemplari adulti che insegnano e gabbiani pulcini che si esercitano. L’equivalente lontano dal mare sono le cornacchie, che basta un velo di nebbia a trasformare tutto in Transilvania anche se Maps sul telefono ti avvisa di svoltare all’uscita per Cinisello Balsamo. Cerco di tenermi buona una delle specie di esseri viventi che mi fa più ribrezzo – quella dei volatili – spargendo copiose quantità di briciole sul balcone per la gioia di merli e pettirossi. E se transita qualcosa di più grosso te ne accorgi dalle dimensioni delle feci e ti riprometti di non aiutarli più. Il fatto è che i libri per bambini sono pieni di storielle di uccellini provati dal freddo che si posano di davanzale in davanzale alla ricerca di qualcosa di commestibile. Così, il giorno dopo, mi sento in colpa e mi ritrovo nuovamente a scuotere la tovaglia fuori, inventando versi di richiamo per specie animali inesistenti. Ieri mattina però c’era un pennuto stranissimo che camminava per la via dietro casa mia. Pioveva e quella specie di gallinella tutta bianca con il becco arancione non ne voleva sapere di alzarsi in volo. Sono giunto alla conclusione che si trattasse di un esemplare appena nato di qualche grande uccello di quelli che, quando ne vedi uno fuori contesto, devi avvisare la protezione animali o chi di competenza. Dopo una manciata di secondi è sopraggiunta un’auto che lo ha mancato per un soffio. A pochi centimetri dall’impatto l’uccello ha spiegato le ali e si è spostato volando a lato di qualche metro. Poi ha ripreso la sua goffa camminata da pinguino, ha raggiunto un piccolo parcheggio e si è nascosto sotto una macchina, come un gatto randagio qualsiasi. Ho provato a chiamare i rinforzi ma non ha risposto nessuno, e quando sono tornato per controllare la situazione il volatile si era volatilizzato. Non è trascorsa nemmeno un’ora che sul gruppo Facebook del paesello ne han dato notizia. C’è una minuscola comunità di aironi bianchi in un parco a poche centinaia di metri da casa mia. Probabilmente uno dei rampolli sta esplorando il territorio. Qualcuno gli dica di stare più attento.

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