sanremo 2021, le pagelle della seconda serata

Standard

Ho capito chi mi ricorda: Fiorello somiglia sempre di più a Totò. Ma nessun principe della risata insisterebbe con la stessa battuta per così tanto tempo. La comicità non dovrebbe mai prendere per sfinimento. Di contorno, invece, niente male lo spot Amazon che è ricco di cameo. Non lo avevo notato ieri sera. Per il resto non si capisce più niente: pubblicità di fiction RAI su Nada e di serie tv Netflix con le canzoni di Nada. Mi gira subito la testa e si entra immediatamente in gara.

Orietta Berti, grande melodia, verbi al passato remoto, conchiglie sulle tette, vibrato ed echi di ritmo trap ma è solo l’illusione della prima strofa e del brano di apertura della seconda serata. Proprio per questo, per il momento, risulta la migliore.
Bugo; due taglie di giacca marrone in più, ha lo stile di un sempliciotto di campagna che va a messa la domenica. L’intro sembra una di quelle fanfaronate alla “Mi ritorni in mente”, il resto un tripudio di ottoni e Vasco. Scanzonata, forse fin troppo.
Dopo appena due canzoni c’è già il primo intervallone musicale. Il mash-up Pausini-Queen tutto sommato spassoso, però tirare troppo per le lunghe lo show non fa bene e fa esasperare i cinquantenni che vogliono coricarsi presto.
Gaia entra in trance, ma parte la musica e si rivela un’altra con la tazzina in bocca e ci si chiede perché tutti cantino allo stesso modo. Troppo impegnata a ballare una canzone a suo modo dignitosa. Potrebbe anche vincere.
Lo Stato Sociale: perfetti e perfettamente fuori target, puro cabaret, appena un tacca sotto l’avanspettacolo.
Il volo: no, vi prego, il volo no.
La rappresentante di lista mi fa sempre venire in mente la giornata di uno scrutatore. Vestiti come il tenerone di Drive In ma, colori a parte, risultano i più raffinati e pretenziosi del festival. La canzone è tutta un testacoda e il ritornello è un ritornello che ti si pianta in testa. Finalmente.
Su Malika Ayane mi sono addormentato.
Per fortuna mi sveglio con Elodì che dovrebbe essere un nuovo giorno dopo il mercoledì. uno di quelli che non vedi l’ora che arrivino. E quando arrivano sono giorni che lasciano il segno. Il medley che canta non ha eguali per gli arrangiamenti. Geniale “Could you be loved” in maggiore su “E la luna bussò” (ecco perché ieri sera la Bertè non l’ha riproposta) e “Crazy in love” su Mahmood. Peccato poi si vesta da swiffer e rovini tutto.
Heavy Meta o come cazzo si chiama ci riporta nei classici di Sanremo. Ha una canzone così innocua che si dimentica giusto il tempo di scriverne per due righe.
Gli Extraliscio sono un’idea forte con un progetto debole e il theremin sul palco. Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi in Terapia Intensiva indossa la mascherina in modo errato. Proseguono la tradizione della coreografia sul palco, sull’onda della scimmia nuda e della vecchia che balla, con una canzone abbastanza convincente.
Poi parlano di rap e neomelodici, pensavo fosse Liberato e invece era Gigi D’alessio. Vabbè. Cosa non si fa per tirare l’una e mezza. Per fortuna il tg1 ci riporta in piena pandemia.
Segue il secondo pippone in due giorni sotto forma di audiolibro di Achille Lauro. Stasera niente fiore, per fortuna. Mentre sgomberano il palco controllo l’orologio: manca ancora un’ora alla fine. Un ultimo sforzo.
Random è l’ennesima star dello streaming da svariati milioni di visualizzazioni. Gambe rubate a Glovo. Forse l’attacco più stonato di tutti.
Fulminacci ha il timbro di De Gregori e finalmente sento qualcosa che mi piace. L’indie italiano alla Calcutta sbarca a Sanremo senza snaturare la sua riconoscibilità. Non vincerà mai, ma almeno ha un coretto come si deve. Per me è un otto abbondante.
Willy Peyote canta per gli addetti ai lavori e cita Boris e il meme di “che succede” tanto quanto lo stato sociale. Ma in scaletta viene dopo e il copione risulta lui. Amici partecipanti, mettetevi d’accordo prima.
C’è il tempo per un altro karaoke come ai vecchi tempi. Metto la tele sul mute e scrivo questo post.
Ed eccoci al rush finale, così deludente che mi fa pensare che era meglio fermarsi prima e recuperare qualche minuto di sonno. Gio Evan non l’ho mai sentito nominare prima. Lo googlo e dalla faccia mi sembra simpatico, Poi canta e mi viene voglia di spaccare tutto. Irama si esibisce in differita, posso immaginare che sia una merda, così spengo e vado a letto. Ci vediamo l’anno prossimo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.