la prima porta

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Sono in attesa del Frecciarossa per tornare a casa, un treno per Milano in arrivo a Bologna da chissà dove e che proseguirà fino a Torino. Una coppia di anziani dall’inconfondibile accento – lui parla come Erminio Macario – e diretta a Torino Porta Nuova discute sull’ordine delle fermate. Lei sostiene che il treno che prenderanno fermerà prima a Torino Porta Susa e dopo a Torino Porta Nuova. Lui asserisce il contrario. Il fatto è che il Frecciarossa ha qualche minuto ritardo e il battibecco si protrae sui binari più del dovuto. Passa un ferroviere, probabilmente il capotreno che darà il cambio al collega in arrivo, e il marito non perde l’occasione per chiarire la faccenda. «Mi scusi, ferma prima a Torino Porta Nuova o Torino Porta Susa?». Il ferroviere risponde che il treno arriva a Torino Porta Nuova ma prima ferma a Torino Porta Susa. Il marito non sembra convinto e la moglie, per tagliare corto, cerca di minimizzare il fatto di aver avuto ragione. «Probabilmente ricordi male», gli dice, «quanto tempo è che non prendiamo un treno ad alta velocità?». Il marito continua come se non la moglie non avesse aperto bocca. «Come fa a fermare prima a Torino Porta Susa?». Il ferroviere interpellato capisce l’antifona e aggiunge, sibillino: «Ferma prima a Porta Susa, ma dopo prosegue per Porta Nuova». Nel frattempo il Frecciarossa arriva a Bologna e la lotteria delle prenotazioni mi condanna a un’esperienza di viaggio a pochi metri dalla coppia. Il marito indossa la mascherina e scommetto che quell’espressione degli occhi, lo sguardo di uno che non si arrende facilmente, non promette niente di buono. Squilla il telefono e, con quella caparbietà mal esercitata che pervade le persone anziane alle prese con i dispositivi touch e la modernità in genere e che si manifesta in disagio, il marito impiega almeno sei ditate sullo schermo prima di avviare la conversazione. «Ciao, siamo sul treno, abbiamo cinque minuti di ritardo e poi non so se il treno fermi prima a Porta Susa o a Porta Nuova. Ti chiamiamo quando siamo lì». Io e la moglie ci guardiamo, lei capisce che ho capito, ma ho capito anche che noi uomini, prima o poi, diventiamo tutti così.

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