etichetta

Standard

La mia collega, terminata l’ora in compresenza, mi ha messo al corrente del fattaccio. Dopo aver accompagnato all’uscita i nostri alunni che rientrano a casa per il pranzo e non mangiano in mensa con gli altri, è tornata in classe apposta per chiamarmi fuori e avvisarmi in segreto che una delle bambine le aveva appena rivelato che avevo fatto lezione con il maglione indossato al contrario. Il maglione in questione è tutto grigio. Già è difficile, la mattina, indovinare il dietro e il davanti. Figuriamoci, nella penombra delle sei e trenta, azzeccare il verso giusto. Non c’è l’etichetta sul collo. Ho l’abitudine di tagliarle, quando acquisto un indumento, perché lì dietro mi causano prurito. È rimasta però quella in basso sul fianco, un’etichetta bella lunga, e qualcuna delle bambine più inclini all’aspetto altrui l’ha notata. Ne parlavo con mia moglie stamattina. Lei sostiene che hanno ragione e che si tratti di un dettaglio rivelatore di sciatteria. «Prova a metterti nei nostri panni», mi ha detto, ma senza specificare se indossati dal verso giusto. «Prova a metterti nei nostri panni: se Elsa ci dicesse che uno dei suoi prof ha fatto lezione con un maglione al contrario, non avremmo criticato al docente l’attenzione all’aspetto non adeguata al posto di lavoro?». Non solo. Probabilmente ci saremmo addirittura infilati in una di quelle polemiche contro il sistema scolastico, i docenti, i presidi e il personale di segreteria che non si sa mai dove vanno a finire. Non ha tutti i torti, mia moglie. Pur non capacitandomi della mancanza di cui mi sono reso responsabile, quando la collega mi ha redarguito mi sono immediatamente sfilato il maglione davanti a lei e l’ho indossato nel verso giusto mentre rientravo in classe. «Bambini, ma perché non mi avete avvisato che avevo messo il maglione al contrario?», ho chiesto. Alissa allora ha confermato che la sua compagna davanti, una di quelle appena uscite per il pranzo, mentre spiegavo alla lavagna si era girata verso di lei per farle notare l’etichetta. Insomma, la cosa non è passata inosservata. E comunque, giuro, non mi era mai successo.

Un pensiero su “etichetta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.