l’ultima cena

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I recenti due anni trascorsi in clausura ci hanno insegnato molte cose, a partire dal fatto che si può fare anche a meno di uscire. A seconda del posto in cui vivete, per fare una cosa qualunque finisce che si spende un’esagerazione quando, invece, non ci vuole molto per organizzare un aperitivo o una cena in casa e invitare gli amici, e se già praticate questa forma di ritiro sociale selettivo vi sarete fatti un’idea di quanto si risparmi e quanto ci si diverta di più. Certo, ci sono dei pro e dei contro ed è bene partire proprio considerando il bicchiere mezzo vuoto. Se non vi muovete di casa è facile che finirete per frequentare sempre le stesse persone perché l’isolamento abbatte le possibilità di conoscere nuova gente. E, alla lunga, fare sempre le solite discussioni logora un po’ l’idea del tempo libero come parentesi di piacevolezza tra le miserie del lavoro. Fate come me e provate a prendere appunti sulle conversazioni: quelli che non votano più PD, chi sta cambiando azienda, chi ha qualche nodo ancora da sciogliere con la propria ex, chi ti ripete per l’ennesima volta che la schiuma della birra è meglio lasciarla decantare lì dov’è. Se ci provate, vi troverete a smarcare punto per punto gli stessi argomenti all’occasione successiva, a meno che nel frattempo non si siano tenute le elezioni del 25 settembre che, con la vittoria della Meloni, probabilmente saranno le ultime e quindi il tema se votare o meno PD da allora in poi risulterà superfluo, in un regime nazifascista con i fiocchi e totalitario. D’altronde, gli amici – che in genere sono solo di centrosinistra, perché quelli di destra poi te li ritrovi in situazioni tipo Garage Olimpo mentre ti stuprano o stadio di Santiago del Cile con il mitra spianato o anche come quei due fratelli fanatici di arti marziali che uccidono a mani nude gli stranieri e l’amicizia va a farsi benedire – dicevo che gli amici occorre prenderli per quello che sono, come immagino loro prendano noi per quello che siamo, e questo dovrebbe essere un pro. Voglio dire, gli amici sono e resteranno sempre gli amici, quindi anche se a volte ci si annoia pazienza. E, a dimostrazione del fatto che anch’io preferisco di gran lunga scenari come questo, anche se si ripetono sempre uguali a ogni occasione, ecco il principale contro dell’andare a bere qualcosa con la propria bolla da qualche parte, nel senso di locali in cui negli altri tavolini ci sono seduti degli estranei. Se ci fate caso, gli estranei seduti negli altri tavolini sono ampiamente più giovani e più in forma di noi. Ok, ho capito cosa state per dire e parlo per me: gli estranei seduti negli altri tavolini sono ampiamente più giovani e più in forma di me. Ed è un fenomeno che non riesco a spiegarmi, quelli che non votano PD, intendo.

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