[questo articolo ĆØ disponibile sul Loudd.it]
No, tranquilli, se vedete il mondo a pois non ĆØ a causa di un disturbo alla vista o perchĆ© il display del vostro smartphone si ĆØ macchiato o perchĆ© il PC si ĆØ freezato durante la visione in streaming deĀ La carica dei 101. Lāesibizione pubblicata sul canale YouTube dellāemittente statunitense KEXP ha reso incontrollabilmente virale il bizzarro duo Angine De Poitrine (non cāĆØ nessun appassionato di musica, me compreso, che non abbia condiviso qualche frammento del tormentone del momento sui social) ed ĆØ facile prevedere cosa accadrĆ ora che ĆØ uscitoĀ Vol. II, il loro secondo album.
Certo, dal successo che la microband canadese sta riscuotendo ci sono due lezioni che dobbiamo imparare. La prima ĆØ che non siamo proprio in quattro gatti ad ascoltare la KEXP, e che quindi il mondo non ĆØ poi cosƬ brutto come lo si dipinge. Discorso che vale sia per i programmi radiofonici sia per i live nei loro studi, un format che (come i concerti Tiny Desk della NPR) su YouTube funziona benissimo e che noi, dal paese in cui della musica non importa un fico secco a nessuno, invidiamo moltissimo, soprattutto nella versione Trans Musicales, i live registrati a Rennes e dedicati ad artisti emergenti non anglofoni in cui lāItalia (anche se non ce lo meritiamo) questāanno ĆØ stata superbamente rappresentata da La Nina e Gaia Banfi, per dire.
La seconda è che certe cose da nerd come il math rock e il prog strumentale non sono più generi che ascoltano solo gli sfigati, una voce infondata che circolava quando frequentavo le superiori.
Certo, a bucare la rete potrebbe essere stata più la scelta di costume che accompagna la musica degli Angine De Poitrine. Come avrete avuto modo di accertare di persona, il loro look da concerto non passa inosservato, e lāidea di indossare vistose e inquietanti maschere calate sulla testa a sovrastare abiti di scena ispirati allāestetica dadaista, per non parlare della scenografia allestita sui loro set sul palco, si ĆØ confermata vincente. Ma, una volta premuto play sullāennesimo repost e lasciato partire lāaudio, i contenuti si sono rivelati di sicuro interesse anche a chi non mastica proprio tutti i giorni la musica microtonale.
Per le informazioni di contesto quindi vi lascio ai numerosi articoli dei siti generalisti attirati – per ovvie ragioni di clic, tanto quanto la band in sĆ© – dal fattore folcloristico.
Gli aspetti musicali sono molto più affascinanti, a partire dalla formula del duo. A suonare infatti ci sono solo Klek de Poitrine alla batteria e Khn de Poitrine alla chitarra microtonale e basso, ma se sentite una formazione completa sotto (e se li osservate sul palco) ĆØ principalmente grazie alla loop station manovrata a piedi durante lāesecuzione, una diavoleria utile a creare i numerosi strati armonici che si sovrappongono, una tecnica complessissima da impiegare dal vivo e che impone precisione esecutiva e preparazione fuori dal comune.
I brani degli Angine De Poitrine sono quasi esclusivamente strumentali, fatta eccezione per qualche verso emesso in una lingua inventata ma non per questo poco evocativa. I tempi delle canzoni sono quasi sempre dispari, un vero clichĆ© della musica astrusa e cervellotica, ma la novitĆ ĆØ che, eseguita in modo cosƬ fluido ai limiti del danzereccio, lāeffetto sembra maledettamente naturale. Un vezzo che, con il valore aggiunto dellāimpiego di strumenti a corde in grado di consentire intervalli inferiori al semitono, conferisce alle composizioni vaghe reminiscenze mediorientali o, comunque, non propriamente assestate sui canoni armonici occidentali.
I titoli e le considerazioni sulle canzoni, per unāopera di questo tipo, possono essere considerati meno che riferimenti superflui. Vi rimando allāascolto (a dir poco esilarante) dei poco più di trenta minuti in cui si propagano (in ordine di tracklist) āFabienkā, āMata Zyklekā, āSarniezzā, āUtzpā, āYor Zaradā e āAngorā.
Nonostante le premesse e i pregiudizi intorno al genere praticato, la riproduzione dei brani non annoia mai e non cāĆØ composizione che non comprenda almeno un colpo di scena in grado di incuriosire e rivitalizzare lāascolto. Il fatto che il progetto dietro alla musica in sĆ© sia un dettaglio, nato per dotare la band di una connotazione fisica e riconoscibile e non per finalitĆ meramente digitali e social (la genesi del loro concept ĆØ di tutto rispetto), anzi nel momento in cui i social hanno capovolto lāordine di importanza delle componenti, depone inoltre a loro favore e consegna gli Angine De Poitrine alla storia. Un giorno li troveremo nello stesso capitolo dei gruppiĀ da film di fantascienzaĀ – ma portatori di contenuti – che li hanno preceduti, a partire da Devo, Rockets e Daft Punk.
Due volumi di canzoni sono giĆ disponibili allāascolto, vedremo quantiĀ la band ne pubblicherĆ Ā ancora e quale formula gli Angine De Poitrine adotteranno per non lasciarsi smascherare a breve giro e subire un declassamento a ennesimo fenomeno liquido usa e getta.